SIMON SCARROW.
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LA SFIDA.
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Ciclo: Roma Arena Saga 2.
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Titolo originale: Arena: Challenger. 2012.
Traduzione di: Roberto Lanzi.
2013. Newton Compton, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Capitolo uno.
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Roma, tardo 41 d.C.
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Alla fioca luce del sole morente, loptio Lucio Cornelio Macrone osservava gli operai smontare
le tribune dellanfiteatro temporaneo, scuotendo la testa. I lavori di sgombero nel Foro di Cesare erano
mastodontici. Appena qualche ora prima, nel pomeriggio, aveva assistito allincontro in cui il giovane
allievo Marco Valerio Pavone aveva sconfitto il barbaro Britomaris mandando il pubblico letteralmente
in delirio. Limperatore Claudio e il suo seguito di liberti, invece, sulle prime erano rimasti a osservare
con glaciale disprezzo quellespressione di adorazione nei confronti del figlio di un legato traditore di
Roma, poi avevano abbandonato speditamente larena. Qualche minuto dopo anche il resto del
pubblico si era riversato nelle strade, svuotando la cavea, e Pavone era stato rispedito alla scuola
gladiatoria di Paestum. In quel momento sul Foro incombeva una quiete quasi sinistra; gruppi di
inservienti spazzavano da terra le tesserae daccesso in argilla gettate via e frammenti di boccali. Due
schiavi si affannavano per issare, non senza difficolt, il corpo di Britomaris su un barroccio.
Per la miseria!, borbott tra s Macrone, scalciando, indispettito, un pezzo di boccale a terra.
A questora avrei dovuto essere in Germania, non in questa dannata Roma.
Puah! Ringraziali, gli di, invece di imprecarli!, lo rimbecc il pretoriano a presidio
dellentrata dellarena. Il compagno abbozz un sorriso. I due avevano ricevuto lordine ben preciso di
tenere docchio Macrone finch il braccio destro del segretario imperiale non fosse tornato da palazzo.
Se vuoi sapere come la penso io, amico, ritieniti fortunato a non essere stato eliminato. Di solito 
questa la fine di tutti quelli che fanno girare le scatole agli imperatori e Claudio non fa certo
eccezione. Ammicc al compagno. Il che mi ricorda una cosa. Come va la testa?.
Macrone si port una mano sulla ferita e grugn disgustato. Il sangue si era seccato,
appiccicando insieme ciocche di capelli. Indispettito, ricord il colpo che solo un istante prima
dellentrata dei gladiatori nellarena gli aveva mollato proprio il pretoriano che in quel momento aveva
di fronte. Steso da un dannato pretoriano, pens con una fitta allo stomaco per lumiliazione.
Senza rancore, ridacchi la guardia. Cos impari a non ficcare il naso dove non devi.
Sfotti di meno, gli ribatt Macrone. Stavi avvelenando la punta della lancia per essere sicuro
che Pavone morisse anche in caso di vittoria! E io questo non lo chiamerei esattamente corretto.
La guardia fece una smorfia. Questa  Roma, amico mio. Qui la parola corretto non esiste.
Sei una schifosa carogna. Proprio come quel viscido greco, Murena.
Che cosa hai detto, optio?, irruppe allimprovviso squillante una voce alle sue spalle.
Macrone si volt. Dalloscurit del corridoio che sbucava sul portico occidentale spunt a passo
lento una figura magra. Servio Ulpio Murena, assistente del segretario imperiale, incedeva in maniera
calcolata, misurando accuratamente ogni singolo passo e guardando a destra e a sinistra.
Niente, rispose secco Macrone mentre il liberto si fermava a scrutargli la faccia. Salut il
soldato con un garbato sorriso, poi fulmin i due pretoriani e fece loro un cenno con la testa in
direzione dellarena. Voi due, andate a dare una mano agli inservienti.
Il pretoriano sulla destra lo guard incredulo, protestando: Quello  lavoro da schiavi, non per
pretoriani.
Il vostro lavoro qui  finito. Vi ho appena dato un ordine, a tutti e due.
Ma....
Fate come ho detto o vi faccio trasferire al confine sul Reno.
La guardia grugn al compagno e di malanimo entrambi si incamminarono lentamente lungo il
corridoio di accesso allarena, borbottando a denti stretti. Murena riport tranquillamente lo sguardo su
Macrone. Gli scuri capelli ricci arruffati, gli occhi grigi iniettati di sangue, la fronte profondamente
segnata. Snervato, pens loptio.
Questo avrebbe dovuto essere un giorno di festa, si lament il liberto. Il giorno in cui un
romano eliminava uno schifoso gallo. Nel dirlo Murena lanci unocchiataccia contrariata al corpo
steso sul pianale del barroccio. E invece Pallade mi sta facendo girare come una trottola per spegnere
fuochi.
Al nome di Marco Antonio Pallade, Macrone si sent schizzare il sangue al cervello. Era stato
proprio il segretario imperiale a montare tutto quel piano di far combattere Pavone contro Britomaris. Il
liberto rivestiva ufficiosamente la carica di consigliere personale dellimperatore Claudio e Macrone si
disse che Murena poteva anche essere un uomo spregevole e bieco, ma in ogni caso era Pallade il solo e
unico responsabile del suo fin troppo prolungato soggiorno a Roma per eseguire gli ordini del
palazzo imperiale.
Risparmiati le storielle strappalacrime, gli ribatt loptio. Avete quello che volevate. Pavone
ha vinto, giusto? Britomaris  morto. Tu e Pallade avete la vostra preziosa vittoria. Il vecchio Claudio
pu dirsi pi che soddisfatto di avere accanto due come voi. Io qui non vi servo pi. Il mio posto  in
Germania, a eliminare il resto dei suoi amici barbari, termin Macrone, indicando con un cenno
brusco della testa il corpo di Britomaris. Schifosi barbari....
Murena si torse le mani, apparentemente alle prese con un terribile dilemma. Dimentichi che
Pavone  ancora vivo, optio. E per giunta celebrato dal popolo! Qualcuno lo considera gi un vero eroe
romano, per tutti gli di!. Il liberto continu con unespressione sofferta in viso. Non mi sorprenderei
se stessero gi riempiendo i muri della citt di scritte che inneggiano alla sua vittoria. Ti rendi conto di
cosa potrebbe pensare limperatore Claudio se venisse a sapere della nuova fama di Pavone?
Pensavo fosse gi palese dalle urla del pubblico, comment Macrone. Distolse lo sguardo
dallarena e si incammin, superando Murena.
Dove diamine pensi di andare?, gli sbrait dietro il liberto.
Alla taverna pi vicina, tuon di rimando il soldato avviandosi lungo il corridoio verso la
scalinata marmorea che portava in strada. Ho voglia di prendermi una bella sbronza. Per oggi penso
proprio di aver fatto il pieno delle tue stronzate.
Non puoi andartene!, ringhi Murena. Non prima di aver finito il lavoro che hai iniziato per
me....
Macrone sent un rivolo di sudore freddo strisciargli gi lungo la schiena come una serpe. Non
aveva ancora finito? Era stata gi fin troppo dura prendere ordini anche una sola volta da quei subdoli
di Murena e del suo padrone Marco Antonio Pallade, e la sola idea di dover iniziare una seconda
missione per loro conto gli metteva i brividi.
Non avrei mai dovuto lasciare la zona del Reno, disse sottovoce. Strinse i pugni quando ud
leco dei passi strascicati del liberto che lo rincorreva. Essere decorato per un atto di eroismo avrebbe
dovuto essere il momento di maggior orgoglio per la sua carriera; invece, si ritrovava quasi a rinnegare
il maledetto giorno in cui aveva valorosamente guidato lattacco contro il villaggio dei ribelli sulla riva
settentrionale del Reno. Le sue coraggiose gesta gli avevano portato solo conflitti e problemi da quando
era stato richiamato a Roma per ritirare la decorazione e addirittura uninattesa promessa di
promozione a centurione; e alla fine, invece di riprendere subito la strada per il Reno, si era ritrovato
costretto a soddisfare le richieste della coppia di liberti greci che erano gli occhi e le orecchie
dellimperatore.
Se solo quellidiota di Britomaris avesse ferito Pavone, avvelenandolo!, brontol Murena,
rimettendosi al passo con Macrone e alzando le mani in aria in segno di disperazione. Ma ha fallito.
Pavone  sopravvissuto e adesso temo che tu debba rimanere qui per aiutarmi a rimediare a questo
increscioso problema.
Trovati qualcun altro per i tuoi sporchi affari. Io non sono interessato.
Murena inarc un sopracciglio. E che mi dici della promozione a centurione?
Preferisco rimanere optio sul Reno piuttosto che diventare centurione a Roma, rispose
Macrone, scrollando le spalle.
Gli imperatori vanno e vengono, ribatt il liberto. E lo stesso vale anche per i soldati.
Persino uomini come me e Pallade non ci saranno pi, un giorno. Ma Roma  eterna. Rimarr per
sempre.
Ma per favore..., brontol stufo Macrone. Risparmiami il tuo falso patriottismo. A te
interessano solo potere e denaro, non provare nemmeno a volermi far credere il contrario.
Murena gonfi il petto scarno. Comunque tu la pensi,  dovere di ogni uomo servire Roma al
meglio delle proprie possibilit. Puoi anche non essere daccordo, ma ogni decisione mia e di Pallade
viene presa a fine di sommo bene.
E Pavone?
Pavone cosa?
Non  certo colpa sua se il padre  stato condannato come traditore.
Tito ha commesso un imperdonabile atto di tradimento quando ha tentato di riportare Roma
agli orribili giorni della repubblica. Pavone deve pagare per i crimini del padre. Mostrargli indulgenza
equivarrebbe a incoraggiare altri a sfidare lautorit dellimperatore. Io e Pallade abbiamo fatto sforzi
immani per assicurarci che il nuovo sovrano non commetta gli stessi errori del suo sfortunato nipote
Caligola. Il che include anche lallontanamento dal palazzo e il castigo dei nemici. E ogni ulteriore
respiro di Pavone  un insulto allimperatore e d speranza a coloro che tentano di soppiantare
Claudio.
Ma voi avete coperto Tito di ignominia trascinando il suo nome nel fango, rispose infuriato
Macrone. In qualsiasi modo la si guardi, avete condannato a morte il figlio. Se fossi un cospiratore, ci
penserei bene prima di attaccare Claudio.
Non  cos semplice come credi. Prima di essere un traditore, Tito era un eroe delle legioni.
Suo figlio ha servito da tribuno militare nella Sesta legione e godeva di grandissima stima da parte dei
suoi soldati. Padre e figlio provengono da una orgogliosa tradizione militare. Claudio, per contro, non
ha mai preso in mano una spada in tutta la sua vita, e appare debole al confronto.
Macrone rimase in silenzio. A parlare per lui erano lo sguardo cupo e i pugni stretti.
Capisco che tu possa essere un po... diciamo, irritato per il destino di Pavone, prosegu
Murena, ma posso assicurarti che verr adeguatamente ricompensato per la vittoria su Britomaris.
E come?
Suo figlio Appio verr risparmiato.
Per gli di! E cosa avreste fatto allora se avesse perso?
Avremmo gettato il bambino dalla rupe Tarpea, naturalmente.
Macrone raggel. Essere buttati dalla rupe Tarpea era il destino che la tradizione prevedeva per
i traditori, ma condannare a quel genere di morte intere generazioni di una stessa famiglia significava
estremizzare eccessivamente la tradizione, pens, anche per gli elevati standard punitivi di Roma.
Tent di nascondere linquietudine, ma Murena se ne avvide immediatamente e gli lanci unocchiata
fulminante. Ben poco sfuggiva allassistente del segretario imperiale, comment amaramente tra s
Macrone. Quelluomo era sempre a caccia, con i suoi piccoli occhi astuti e le orecchie ritte, sempre in
allerta.
E adesso invece cosa accadr ad Appio?, chiese allora. Verr liberato, suppongo?
Ovviamente no!, rispose Murena in tono di scherno. Il bambino porta il nome di Valerio.
Rimarr nel palazzo imperiale e sar cresciuto come servitore nella lealt e nellobbedienza
allimperatore. Come avrebbero dovuto fare suo padre e suo nonno. Il liberto fece poi una pausa e
riprese in tono pi moderato. Senti, Macrone, limperatore ha intenzione di entrare in una nuova epoca
doro di augustea memoria. Prima, per, dobbiamo estirpare i nostri nemici da Roma.
Sempre supponendo che ne siano ancora rimasti, rispose secco Macrone. Pensavo che li
aveste gi liquidati tutti, a questo punto.
Il liberto fece unespressione costernata. I nemici non mancheranno mai. Limperatore  la
persona pi potente al mondo e sono molti gli uomini che bramano la sua toga porporata e la gloria di
Roma, uomini spinti da avidit e ricchezza piuttosto che dal desiderio del bene dellimpero.
Tu escluso, suppongo, comment Macrone.
Stai forse insinuando che io e Pallade non abbiamo a cuore gli interessi dellimperatore? Se
questo  un tentativo tiepido, optio, rabbrividisco allidea di cosa significherebbe per te essere
pungente. Ma ti sbagli. Io, come anche il segretario imperiale, siamo liberti. Siamo semplicemente ben
felici di esserci affrancati dai ceppi della schiavit e la gratitudine al nostro sovrano non deve essere
sminuita. La vera minaccia, invece,  il giovane Pavone.
Pavone?, farfugli Macrone. Ma in nome degli di, come potrebbe essere una minaccia? 
stato condannato a una scuola di gladiatori!.
 un eroe per il popolo, ribatt spazientito Murena. Nel caso tu non ne sia consapevole, il
regno dellimperatore croller se lui non riuscir a conquistare il sostegno del popolo. Non  certo un
cos grande segreto che luomo della strada considera Claudio un sovrano freddo e distaccato. E adesso
hanno anche Pavone da acclamare. La sua crescente popolarit ... perniciosa.
Perniciosa?, chiese confuso Macrone.
Il liberto rote gli occhi spazientito. Deleteria. Di fronte a un ennesimo sguardo vuoto da
parte delloptio, Murena tent di nuovo. Intendo pericolosa, sospir. Il punto  che il popolo ricorda
ancora affettuosamente Tiberio, e Tito era a tutti noto come il suo braccio destro; e adesso abbiamo il
giovane Pavone che ricorda al popolo il nome di Valerio. La sua popolarit  un insulto, anzi peggio,
una minaccia per limperatore.
Se non ricordo male, siete stati voi a voler far combattere Pavone contro Britomaris; avreste
dovuto sapere sin dallinizio che il popolo ne avrebbe celebrato la buona sorte se avesse trionfato.
Un esito che avevamo programmato di evitare preventivamente, replic Murena con
unocchiata minacciosa. Il nostro errore  stato confidare troppo che quellidiota di Britomaris sarebbe
riuscito a ferire Pavone. Non abbiamo intenzione di commettere due volte lo stesso sbaglio.
Io sono solo un soldato, protest Macrone. Per guadagnarmi da vivere uccido i nemici di
Roma, non i suoi cittadini. Se volete qualcuno che vi liberi di Pavone in qualche vicolo buio, fareste
meglio a rivolgervi a quegli idioti, fin, puntando il dito verso i due pretoriani che facevano finta di
dare una mano nellarena, brontolando luno con laltro e scuotendo la testa. Accorgendosi di essere
osservato, uno dei due moll una gomitata al compagno ed entrambi ripresero lesti a farsi vedere attivi,
raccogliendo orci e rifiuti vari e portandoli fuori dallarena. Murena si volt verso Macrone.
Quel colpo alla testa deve averti danneggiato la memoria, disse. Permettimi di rammentarti
la nostra conversazione di poco fa, proprio in questo Foro. Devi allenare il prossimo avversario di
Pavone e devi fare in modo che il giovane venga umiliato in combattimento. Lo vogliamo spappolato,
sventrato. Il liberto tacque, gli occhi fiammeggianti puntati su Macrone. E se rifiuti... potrai godere
di una splendida vista dalla rupe Tarpea, solo verso il basso....
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Capitolo due.
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Tra il liberto e il soldato si lev una cortina di glaciale silenzio. Macrone si sent annodare le
viscere dal terrore. Addestrare il prossimo avversario di Pavone? Un brivido gli corse lungo la spina
dorsale facendogli gelare il sangue nelle vene. Nelle settimane passate nel ludus di Paestum ad allenare
Pavone, Macrone aveva finito per sviluppare una specie di affettuosa simpatia nei confronti di quel
giovane figlio di legato condannato a rimanere fino alla morte chiuso in una scuola gladiatoria.
Sebbene non glielavesse mai ammesso, Macrone era dellopinione che il giovane Pavone ne avesse
subite fin troppe da parte del nuovo imperatore: in quel momento si sentiva quasi in obbligo di
perorarne la causa, perch il giovane non era presente per difendersi, essendo stato rispedito in fretta e
furia a Paestum dopo la sbalorditiva vittoria su Britomaris.
Non c nessun bisogno di uccidere Pavone, inizi in tono prudente.  recluso in una scuola
per gladiatori, ricordi? Probabilmente non durer pi di un anno o due e finir comunque ammazzato,
come solitamente accade alla maggior parte dei gladiatori. Persino ai pi fortunati. Quel ragazzo non
pu causarti nessun male.
Murena socchiuse la bocca per rispondere, ma si trattenne quando vide spuntare quattro
inservienti dal Foro, con delle attrezzature da caricare su un carro pronto a partire per riportarle
allinterno delle mura della citt. Uno di essi, con gran riguardo, teneva, appoggiati sulle braccia, il
gladio e lo scudo usati da Pavone nel combattimento. Una crosta di sangue secco ricopriva tutta la lama
dellarma. Luomo era visibilmente in difficolt per il gran peso. Murena attese che il gruppo avesse
superato la scalinata e raggiunto il carro, poi riprese a parlare.
Io non la vedo cos, Macrone. O meglio, non io ma Pallade. Il segretario imperiale ha decretato
che Pavone deve morire, il che equivale a dire che lo esige limperatore stesso. Una volta eliminato
Pavone, Claudio potr concentrarsi sulla ricostruzione di Roma. Murena fece schioccare la lingua,
guardando Macrone con la coda dellocchio in quel suo tipico, inquietante modo di studiare le persone,
riflett Macrone.
Detto tra noi, riprese Murena, il programma imperiale di lavori pubblici rappresenter un
interessante passaggio del testimone. Tutto questo gran daffare per tenere in piedi il nuovo regno si sta
rivelando parecchio faticoso.
Non lo dire a me, si lagn Macrone. E stai comunque dimenticando una cosa fondamentale.
Pavone ha un talento naturale con la spada, il modo in cui ha dato il benservito a Britomaris non  solo
merito di un allenamento. Ci vogliono abilit e coraggio per combattere sotto pressione. Tanti
gladiatori sono bravissimi al palus ma poi se la fanno sotto appena vedono un barbaro che li fissa
rabbioso con la bava alla bocca. Con Pavone non  stato cos. Il ragazzo  fatto di vero acciaio.
Probabile, ma tu ne conosci le debolezze e sei in grado di allenare qualcuno in modo da
sfruttarle.
Dovete ancora trovare un avversario, rispose Macrone. Pavone sarebbe in grado di battere la
maggior parte dei gladiatori imperiali se  dellumore giusto. Il che non accade spesso, devo
ammettere, termin, scrollando le spalle.
Abbiamo gi scelto il nostro uomo, rispose Murena; fece una pausa e stese le labbra sottili in
un sorriso furbesco ed eloquente. Decimo Cominio Denter.
Denter?, ripet Macrone incredulo.
Il nome ti  forse familiare?
E a chi non lo ?! Denter  un matto del cazzo! Chiedo venia per lespressione gallica! Una
volta ha staccato il naso a un avversario con un solo morso; unaltra ha ammazzato un gladiatore a
forza di pugni. Beve il sangue dei suoi nemici dopo averli uccisi, o almeno cos faceva finch ancora
combatteva. Si  ritirato anni fa, ormai, riscattandosi dopo lultimo spettacolo sotto Caligola. Macrone
scroll le spalle. Almeno a quanto ho sentito dire.
Pallade ha unidea per trascinarlo di nuovo nellarena.
Denaro, suppongo. Grosse borse piene di sesterzi.
Murena alz gli occhi verso il cielo. Faceva gi buio.  tempo che torni al palazzo. Facciamo
due passi insieme, Macrone.
La citt iniziava ad accendersi di luci; bracieri e torce nelle pubbliche piazze tinteggiavano
templi e Foro di un chiarore color arancio; il tremolante scintillio delle lampade a olio punteggiava le
moli scure dei condomini e delle ville private. A Macrone era stato assegnato un alloggio nelle
caserme, ormai in disuso, un tempo destinate alla Guardia pretoriana prima che fosse terminata la
costruzione del nuovo castro allesterno delle mura cittadine. Un alloggio modesto ma ubicato a sud del
Foro e in prossimit del Circo Massimo. Passeggiare di notte per le vie di Roma gli ricord il motivo
per cui detestava quella citt. Mendicanti e ladri sempre in agguato nel buio, liquami di ogni genere
gettati in strada dalle finestre delle insulae e il continuo baccano degli ubriachi che urlavano o si
azzuffavano, oltre al pianto dei bambini, rendeva impossibile farsi una bella nottata di sonno. Meglio il
Reno, in qualsiasi giorno della settimana, pens.
Murena fece una smorfia. Denter pu anche essere stato uno dei migliori combattenti
dellarena, ma i gladiatori in pensione non sono esattamente cittadini romani modello. In tutta
franchezza, ha dilapidato i suoi cospicui premi in vino e puttane, fino allultimo sesterzio.
Sembrerebbe un tipetto con le mie stesse passioni, rispose Macrone, ridacchiando. E dove
sarebbe adesso il vecchio ragazzaccio? In viaggio con qualche compagnia di gladiatori di seconda
categoria a fare spettacolini in giro per racimolare qualche spicciolo, posso supporre.
In realt, si trova a Pompei. Fa laddestratore. Il lanista della scuola ti aiuter a trovarlo.
Pompei?, ripet Macrone, spingendo avanti il labbro inferiore in unespressione di
apprezzamento. Ho sentito dire che da quelle parti producono il Falerno, uno dei migliori vini della
penisola. E pure le puttane non sono male. Non ti spennano. Non dispiacerebbe nemmeno a me
sistemarmi l una volta in pensione.
Attento ai desideri che esprimi, optio, gli fece il liberto in tono minaccioso. Devi partire
subito e iniziare laddestramento di Denter. Sorrise inespressivo. Anche se addestramento forse
non  nemmeno il termine pi corretto: Denter  rimasto imbattuto per oltre trenta duelli. Dubito che ci
sia qualcosa che tu possa insegnargli. Considerati non un addestratore, ma piuttosto un guardiano. Fare
in modo che Denter si tenga alla larga dalle taverne ti terr parecchio occupato.  il classico animale
degenere che di giorno scialacqua denaro in vino e scommesse e di notte si degrada frequentando
postriboli. E questo quando non scatena risse con i locali... Il tuo compito sar di tenere Denter sobrio e
di rimetterlo in forma.
Grandioso!, comment Macrone astioso. Mi sono ridotto a fare da guardiano a un ubriaco.
Denter ricever unadeguata motivazione a rimanere savio. La ricompensa sar di cinquemila
sesterzi.
Cinquemila sesterzi?!, ripet Macrone, incredulo. E perch mai Denter dovrebbe accettare
di combattere per una somma cos ridicola? A meno che non voglia far fuori Pavone per bont
danimo....
Sebbene la somma che Murena stava offrendo fosse cinque volte superiore alla paga standard di
un qualsiasi legionario  novecento sesterzi lanno  Macrone conosceva abbastanza bene la realt
dellarena e sapeva che la cifra era considerevolmente inferiore a quanto solitamente veniva offerto a
un gladiatore in pensione per convincerlo a rientrare in gioco.
Sono tempi di austerit, rispose Murena. Caligola ha svuotato i forzieri imperiali e
limperatore Claudio non ha certo una borsa senza fondo piena di monete da distribuire a feccia come
Denter.
La somma che gli state offrendo  un insulto, ribatt Macrone. Non devo certo dirti io che
gente  questi gladiatori: avidi stronzi che si sputtanano ogni soldo ancor prima di intascarlo. Proculo 
tornato ai giochi un anno fa per centomila sesterzi e come guerriero non era nemmeno la met di
Denter. Se accetta  fuori di testa.
Murena scroll le spalle. Denter accetter le nostre condizioni, soprattutto quando scoprir che
il suo avversario  Valerio.
Perch? Che cosa c dietro?
Prima di diventare un gladiatore, Denter  stato legionario nella Quinta. Sembra che abbia
avuto qualche piccolo screzio con un compagno in merito ad accuse su razioni rubate e che labbia
colpito con due colpi di spada. Fortunatamente il povero ragazzo  sopravvissuto. La coorte era
tristemente nota per la totale mancanza di disciplina e lufficiale al comando ha condannato Denter a
sei colpi di frusta. Tito aveva appena avuto lincarico di legato della Quinta e si era portato dietro i suoi
concetti pomposi di nobilt e grazia. Fu lui a congedare Denter con disonore perch servisse da
esempio agli altri soldati.
Macrone si diede un colpo al petto. E gli  andata fin troppo bene: fatti beccare a fare la stessa
cosa nella Seconda e hai finito di vivere.
Ciononostante la sua sfortuna si  rivelata un dono degli di. Denter adesso serba ancora un
comprensibile rancore nei confronti di Tito. Il suo vecchio lanista dice che non fa altro che ripetere
quanto detesti quelluomo e che non si lascerebbe sfuggire per niente al mondo loccasione di prendersi
la vendetta sul figlio.
Dove avr luogo il combattimento?
Nellanfiteatro di Paestum, tra sei settimane. Lamministrazione locale ha gi iniziato i
preparativi per lo spettacolo ma con risultati pietosi; prenderemo tutto in mano noi e metteremo Pavone
in cima alle attrazioni del programma.
Allora c parecchio tempo per prepararlo, senza nessuna fretta, si compiacque loptio.
Rimase, poi, in silenzio qualche istante mentre gli si formava un pensiero in testa. Ma perch
Paestum? Perch non Roma? Pensavo vi servisse quanto pi pubblico possibile a cui mostrare Pavone
scannato come un maiale.
Spazientito, Murena si sollev sulle punte dei piedi. I cori del pubblico che inneggia al nome
di Pavone  una cosa che vorremmo non ripetere. Molto meglio organizzare lo spettacolo in quel buco
di Paestum. Tu pensa solo a rimettere in forma Denter per il combattimento e a farlo trionfare su
Pavone. Morto lui, il popolo dimenticher presto il suo nome e cos saranno messi a tacere tutti i dubbi
sullimperatore Claudio. Su con lumore, aggiunse Murena, vedendo lespressione cupa sulla faccia
delloptio. Fa bene il tuo lavoro e avrai la tua promozione a centurione.
Grandioso, borbott Macrone. Ma se per te fa lo stesso, preferirei ritornarmene in
Germania. Ci sono uninfinit di bravi allenatori di gladiatori che si stanno girando i pollici nelle scuole
imperiali: prendetevi uno di loro per preparare Denter. Oltre alleffettivo desiderio di tornare al
servizio attivo, era anche lidea di dover cospirare contro Pavone a lasciargli un sapore amaro in bocca.
Seppur consapevole di non poter risparmiare un raccapricciante destino al giovane, quantomeno poteva
evitare di rendere le cose pi facili insegnando a un altro uomo come sfruttare i punti deboli del
ragazzo.
Sciocchezze, rispose Murena con un gesto sbrigativo della mano ossuta. Io e Pallade ti
riteniamo perfetto per addestrare Denter. Del resto sei riuscito a domare Pavone, un giovane piuttosto
tempestoso. Penso sia improbabile che il tuo nuovo incarico possa dimostrarsi peggiore del
precedente.
Macrone soffoc una risata.
Il liberto continu a parlare, ignorandolo. Ho fatto preparare un cavallo e tutti i documenti
necessari per il viaggio a Pompei, partenza domani allalba, oltre a una certa somma per le spese di
soggiorno in citt. Il lanista della scuola si  occupato del tuo alloggio e sarai autorizzato a usare il
campo di allenamento accanto alle baracche dei gladiatori. Nel frattempo avevano raggiunto un
accesso laterale del palazzo imperiale e Murena si volt a guardarlo: Adesso devi scusarmi ho ancora
parecchie cose da sistemare in vista del combattimento. Lanfiteatro di Paestum  relativamente piccolo
e sono molti i dignitari che hanno espresso il desiderio di assistervi.
Detto questo, Murena si volt per andarsene, ma si blocc notando lespressione crucciata di
Macrone. Qualcosa che non va, optio?.
Macrone esit un istante. Non capisco come fate a essere cos certi che Pavone verr
umiliato, chiese cauto. Del resto, il pubblico  in visibilio per lui. E se facesse un buon
combattimento e il popolo chiedesse di risparmiarlo? So che pu accadere, lho gi visto io stesso. Se
limperatore dar pollice verso, lumore popolare potrebbe esplodere.
Murena fece un sorriso eloquente. Hai detto che Pavone  abile con la spada....
Non semplicemente abile, rispose Macrone, con un moto di orgoglio in petto. Del resto era
stato proprio lui a trasformare il giovane impavido ma instabile in un guerriero indomabile. Pavone 
il migliore che io abbia mai visto in assoluto.
Allora la risposta alla tua domanda  semplice: gli toglieremo la spada....
...
.
...
Capitolo tre.
...
.
...
Paestum.
.
In piedi, schifoso miserabile!.
Marco Valerio Pavone scosse la testa per riaversi mentre lavversario batteva il rudis contro la
base dello scudo di giunchi intrecciati. Solo qualche istante prima quella stessa spada lignea laveva
colpito al lato della testa, mandandolo a terra, carponi sul pavimento dellarena di allenamento del
ludus. Aveva il sapore metallico del sangue in bocca e un sibilo nelle orecchie. Sent i palmi callosi
delle mani bruciarsi a contatto con la sabbia arroventata dal sole. Sput una boccata di sangue e sollev
gli occhi verso lavversario. Amadoco gli torreggiava davanti. Dalla sua posizione il giovane riusciva
solo a vederne i piedi nodosi con le unghie sporche, e le vene gonfie che risalivano lungo le possenti
gambe come funi tese di una catapulta. Pavone scosse la testa nel tentativo di far svanire lo stordimento
e cerc a fatica di rimettersi in piedi. Il veterano gli scalci della sabbia in faccia.
Combatti come una femminuccia, romano!, ringhi Amadoco con la sua voce cavernosa che
storpiava ogni parola in latino. Pavone si ripul la sabbia dagli occhi mentre il trace continuava a
grugnire. Pensi di essere speciale perch hai sconfitto quel gallo buono a nulla? Solo perch la
Fortuna ti aveva baciato il culo quel giorno.... Gli scalci addosso unaltra nuvola di sabbia. Alzati,
dannazione!.
Amadoco!, ringhi una voce alle spalle di Pavone. I veterani e le reclute che li accerchiavano
smisero bruscamente di fischiare e applaudire e ascoltarono il doctor. Questo  un incontro di
allenamento, non un combattimento allultimo sangue. Le labbra dellistruttore si arricciarono in un
ghigno spietato. Lascia che il ragazzo si alzi cos poi potr prendersele tutte con calma.
S, doctor, borbott Amadoco, sbuffando a piene narici come un toro inferocito. Pavone
sollev lo sguardo un po pi in alto e vide gli enormi pettorali dellavversario che si gonfiavano e si
riabbassavano, la mano coperta di vesciche stretta attorno allimpugnatura della spada da allenamento.
Poi il trace si allontan da lui di un passo, la faccia torva. La sua ombra enorme scivol via dalla figura
del giovane gladiatore come un manto. Amadoco batt di nuovo con il rudis contro lo scudo di giunchi.
Sbrigati, romano, gli ringhi. Aspettavo il momento di umiliarti dal giorno in cui sei stato
scelto per affrontare Britomaris.
Pavone si sollev a fatica da terra. Con i muscoli tesi e snervati dagli esercizi di riscaldamento
mattutini, dovette fare un enorme sforzo per tenersi in equilibrio. Amadoco era a due passi di distanza,
lo scudo abbassato sul fianco e la punta della spada rivolta verso la sua gola. Aveva la faccia contorta
in unespressione arcigna. Il giovane lanci furtivamente uno sguardo oltre la spalla dellistruttore.
Calamo osservava davanti al circolo di spettatori, le braccia incrociate sul petto nudo, unespressione
sferzante sulla faccia ricoperta di cicatrici.
Avanti, stronzetto borioso!, gli ringhi. Che aspetti! Se hai demolito Britomaris con un solo
colpo, sarai sicuramente in grado di sopportare un altro paio di colpi leggeri di Amadoco.
Pavone si volt verso lavversario. Indispettito sin dal primo giorno in cui il giovane aveva
messo piede nel ludus, oltre un mese prima, Amadoco aveva iniziato a prenderlo in giro dopo
lallenamento; Pavone aveva reagito e Amadoco, per punizione, era stato spedito a pulire latrine.
Quella era la sua prima vera occasione di vendetta. Uno scontro sul campo da allenamento di solito era
cosa blanda, si disse il giovane. Nessun gladiatore voleva rimanere ferito e rischiare cos di bruciarsi
lopportunit di trionfare nellarena. Il trace, per, aveva attaccato Pavone con smisurata ferocia e
adesso il giovane si sentiva addosso gli sguardi duri di tutti i venti volontari e quarantadue veterani
della scuola gladiatoria di Gurges, che gli auguravano di perdere.
Era passata solo una settimana dal suo trionfo a Roma contro Britomaris, ma la sentiva gi
come una vittoria distante. Pavone era tornato nel ludus senza essere accolto da un benvenuto, come si
confaceva a un eroe che aveva risparmiato imbarazzi allimperatore Claudio, ma dalla lurida realt
della vita della scuola gladiatoria. I veterani ribollivano di risentimento per la sua vittoria a sorpresa,
mentre la maggior parte delle reclute lo detestava per i privilegiati natali. Lunico con cui invece aveva
stretto una sorta di amicizia era un grassone scansafatiche di nome Buccone, che per in quel momento
sembrava sparito. Pavone temette che il doctor avesse messo in atto la minaccia di spedirlo nelle
miniere se non avesse migliorato le sua abilit gladiatorie.
Ignorando lodio che gli turbinava attorno, Pavone sistem la postura e si mosse prudentemente
verso Amadoco. Riusciva a malapena a tenere in mano la spada lignea, pesante addirittura due volte pi
di una metallica. Tutte le attrezzature di allenamento erano studiate per pesare molto di pi di quelle
vere, allo scopo di irrobustire la muscolatura e aumentare la resistenza nei gladiatori. Quando si trov
pi o meno alla distanza di una spada dal trace, Pavone fece pressione sul piede destro, piegando le
gambe alle ginocchia, e si slanci contro lavversario, sferrando una frenetica scarica di colpi. Avendo
ricevuto una formazione nella famiglia dei gladiatori traci, Amadoco utilizzava un piccolo scudo
ricurvo di ramoscelli di salice strettamente intrecciati. Era molto pi piccolo del normale scudo da
legionario e il trace lo teneva sollevato ad altezza petto, lasciando scoperto il collo. Il veterano sgran
gli occhi per la sorpresa quando vide la punta della spada di Pavone schizzargli verso il collo con la
rapidit di una freccia e si torse lateralmente per schivare lattacco. Troppo tardi: la spada di vecchio
frassino lo colp con un tonfo sordo contro losso della clavicola. Senza fiato, Amadoco si pieg in
avanti, offrendo allavversario la nuca non protetta.
Pavone si avvicin di un ulteriore mezzo passo. Il trace emise un gemito di dolore simile a un
conato. Il giovane sollev la spada al di sopra dellavversario prostrato e con una brusca torsione del
busto labbass contro la testa di Amadoco. Il trace ringhi e, con un movimento secco, port lo scudo
in alto per bloccare la spada di Pavone. Limpatto fu violento, e la vibrazione si propag lungo tutto il
braccio che spingeva lo scudo in una traiettoria ad arco, deviando la corsa della spada. Quando per lo
slancio Pavone perse lequilibrio e barcoll a sinistra, Amadoco rugg furioso e ne devi la spada verso
destra. I muscoli della spalla del giovane subirono uno strappo nelle due direzioni opposte. Si maled
per aver lanciato quellattacco avventato invece di ripararsi dietro lo scudo. Poi Amadoco scagli verso
lalto la sica, la spada dalla lunga lama lignea di forma ricurva, e con il taglio colp Pavone
sullavambraccio esteso. Una bruciante fitta di dolore al polso costrinse il giovane ad allentare la presa
delle dita sulla spada, che cadde a terra con un tonfo pesante. Mentre si chinava a raccoglierla,
Amadoco lo blocc con un altro attacco di spada, diretto questa volta allo stomaco. Il colpo fece
perdere lequilibrio al giovane gladiatore che barcoll allindietro, premendosi una mano sullo stomaco
mentre in gola gli risaliva la nausea. Pavone sollev gli occhi e vide Amadoco partire di nuovo alla
carica, gli occhi infossati che quasi gli esplodevano fuori dalle orbite.
Il romano ripar pi che poteva il busto dietro lo scudo ovale, mentre Amadoco scagliava un
rapido colpo in affondo. Al violento impatto contro il bordo di legno, lo scudo sussult. Il veterano a
quel punto inizi una scarica di colpi pesantissimi, grugnendo a ogni attacco. Rimasero tutti a bocca
aperta di fronte a quellinaudita ferocia. Pavone, nel frattempo, guardava disperato la spada persa. Tese
le orecchie in attesa dellinevitabile ordine di Calamo di interrompere il duello. Il doctor, per,
rimaneva silenzioso. Amadoco colp ancora e questa volta lo scudo di Pavone si spacc al centro,
schizzandogli in faccia unesplosione di minuscole schegge. Il giovane si ritrasse verso il margine del
circolo. Tuttattorno un coro di urla di veterani e reclute incitavano il trace a finirlo.
Sfondagli il cranio!, url una voce dietro Pavone.
Sembrava arrivare da molto vicino, quasi da dietro la sua spalla. Pavone si volt velocemente
rendendosi conto solo in quel momento di essersi spinto fin quasi a ridosso degli spettatori. Un
persiano pelle e ossa lo fissava torvo; luomo aveva gli occhi di due colori differenti e portava una
barba riccia e nera. Il giovane lo conosceva con il nome di Orode, un prigioniero di guerra catturato
durante una campagna partica in Armenia. Orode gli diede un calcio alla schiena, spingendolo di nuovo
verso il centro dellarena e la mole incontrollata di Amadoco.
Il trace ripart per un attacco decisivo al collo di Pavone. Questultimo abbass la testa, rinserr
la presa sullo scudo con entrambe le mani, e ne spinse il bordo superiore contro Amadoco. La mossa
colse di sorpresa il trace, che gemette quando lo scudo gli sbatt contro il mento, facendogli chiudere
violentemente la mandibola. Prima che Amadoco potesse riprendersi, Pavone gett via lo scudo e gli si
scagli addosso. Lespressione di rabbia svan nellistante in cui il trace perse presa sul terreno e cadde
allindietro con lavversario addosso. Quando i due rovinarono pesantemente a terra, dagli spettatori si
lev unacclamazione chiassosa. Sulle prime il trace rimase stordito. Poi riusc a rotolare sopra Pavone,
inchiodandolo con le spalle a terra con la sua poderosa forza fisica. Il giovane chiuse il pugno destro e
lo colp sul setto nasale. Le nocche gli esplosero di dolore. Gli spettatori fischiarono, incitando il trace a
dare il colpo di grazia allodiato figlio di pap. Pavone colp Amadoco per una seconda volta,
facendogli schizzare sangue dalle narici, che col gi imbrattandogli le labbra. Inferocito, Amadoco
part con il braccio destro verso lantagonista e lo agguant alla gola. Rise ferocemente schiacciandogli
lentamente la trachea. Pavone sent che laria rimaneva imprigionata nei polmoni. Gli occhi si
gonfiarono nelle orbite. Si rese conto che stava per morire.
Dun tratto, davanti agli occhi atterr con un sibilo una spada lignea. Il giovane la raccolse e la
sbatt in testa ad Amadoco. Il trace ricadde indietro, grugnendo, le braccia molli sui fianchi. Pavone
rotol in ginocchio e ansim di sollievo mentre laria riprendeva a entrare nei polmoni in fiamme.
Basta cos!, url Calamo a quel punto, dividendoli con la sua spada. Il trace squadr torvo
Pavone. Due veterani, traci anchessi, che Pavone aveva sempre visto mangiare in compagnia del suo
avversario nella mensa, si fecero avanti staccandosi dal circolo di spettatori. Afferrarono Amadoco uno
per parte e lo sollevarono tenendolo per le ascelle, andandosene via con lui; il trace, per, fece loro
segno di fermarsi. Si volt, puntando uno sguardo furibondo contro Pavone.
Non  finita qui, romano, e gli sput un grumo di sangue ai piedi. Tu non centri niente con
questo ludus, non sei un vero gladiatore. Pregher gli di che ci facciano combattere allultimo sangue
nellarena. Voglio che lultima cosa che vedi prima di sprofondare nel mondo dei morti sia la mia
spada che ti trafigge il collo.
Muovetevi!. Calamo fece un cenno agli altri due traci. Portatelo da Acheo e fatelo ripulire e
medicare. Considerata la cifra esorbitante che il lanista si ostina a pagare a quel vecchio scemo, che
almeno se la guadagni e lavori un po.
I due traci trascinarono via Amadoco e il capannello di spettatori si apr velocemente per
lasciarli passare; veterani e reclute continuarono a fissare allibiti Amadoco che zoppicava verso
lambulatorio del medico, farfugliando imprecazioni.
Bene. Basta perdere tempo. Tornatevene allallenamento e se vi becco a battere la fiacca,
meglio che imploriate gli di per salvarvi. Sulle prime nessuno si mosse. Calamo fece schioccare il
corto scudiscio sulla sabbia facendo trasalire un paio di loro.  un ordine, signorine. Vi ricordo che
questa  una scuola gladiatoria, non un cazzo di simposio filosofico greco.
A quel punto gli uomini si incamminarono controvoglia, sparpagliandosi in direzioni diverse
nel cortile di allenamento, in un brusio di borbottii e bisbigli. Le reclute si diressero verso i pali raccolti
nella zona meridionale, mentre i veterani si raggrupparono allombra del portico nella zona nord per
riprendere i duelli singoli. Calamo osserv torvo i gladiatori allontanarsi e poi si volt verso Pavone.
Vieni con me, ragazzo ricco, gli abbai, afferrandolo per il braccio sinistro e trascinandolo
attraverso il cortile di allenamento.
Dove mi stai portando?, gli chiese Pavone, ignorando lo sguardo furioso che gli lanciavano
gli altri gladiatori.
Il lanista vuole parlarti, rispose Calamo. Non chiedermi perch. Francamente non me ne
frega niente delle merde lagnose come te. Avrai anche avuto la fortuna di vincere contro Britomaris,
ma non pensare nemmeno per un secondo che questo ti abbia fatto guadagnare il titolo di vero
gladiatore. Non finch io potr dire la mia, in ogni caso. Ricorda le mie parole: un giorno o laltro
Amadoco riuscir di nuovo a metterti le mani al collo e quando accadr, io non ti salver.
...
.
...
Capitolo quattro.
...
.
...
Sotto il portico lafa si fece meno insopportabile. Calamo lo accompagn lungo un corridoio,
poi salirono una rampa di scalini e si ritrovarono davanti a una porta piantonata da due guardie armate
ai lati. Calamo fece un cenno e i due si spostarono per lasciarli passare; il doctor tir a s i due pesanti
battenti di legno e fece strada lungo un colonnato, con una serie di piccole stanze sulla sinistra e un
giardino sulla destra abbellito da una fontana e statue di gladiatori in varie pose di combattimento. In
fondo al colonnato, una piccola apertura immetteva in un grande atrio con alti soffitti. Pavone not
subito un uomo di bassa statura che attendeva seduto sul bordo di una piccola vasca di raccolta
dellacqua piovana, posizionata esattamente sotto unapertura del soffitto. Luomo indossava una
tunica di lana di pregiata fattura; la faccia era illuminata dai riflessi del sole sulla superficie increspata
dellacqua; su un piedistallo, un busto di bronzo e un baule di legno pieno di chiavistelli di bronzo tirati
a lucido. La casa di Vibio Modio Gurges era di un tale sfarzo da non temere confronti con nessuna
delle residenze di senatori che Pavone aveva avuto occasione di visitare a Roma.
Gurges sembrava non essersi accorto del loro arrivo, preso comera da unanimata
conversazione con un altro uomo molto corpulento che indossava una gigantesca tunica delle
dimensioni di una vela di nave. Aveva scintillanti occhi verdi e sfoggiava una barba scura
perfettamente curata e rasata sul labbro superiore, e capelli neri arricciati alla moda greca. Su ognuna
delle grasse dita sfavillava un anello doro.
Quindi siamo daccordo, sent dire alluomo corpulento. Cinquantamila sesterzi di puntata.
Se il tuo uomo vince ti prenderai quattrocentomila sesterzi. Se invece perde, i cinquantamila
rimarranno a me. Luomo si osserv gli orpelli alle dita e continu. Preferire avere laccordo per
iscritto, come da consuetudine.
Gurges ridacchi. Pensi che non pagherei se perdessi, Carbone?
Sono un professionista delle scommesse, rispose stringato Carbone, premendosi i palmi delle
mani davanti al doppio mento. Ed  per il mio sommo interesse usare tutte le dovute cautele quando
un cliente scommette una somma pi che, diciamo, sostanziosa. Naturalmente, non metterei mai in
discussione lintegrit della casa di Gurges.
Il lanista ridacchi. Molto bene. Far preparare la scrittura dellaccordo. E adesso, se non c
altro, devo congedarmi. Ti aspetto al banchetto per discutere dei gladiatori per lo spettacolo.
Con molto piacere.
Il lanista chiuse la conversazione voltandosi e, notato finalmente Calamo, gli fece un cenno
sbrigativo di saluto. Dirigendosi verso luscita, Carbone vide Pavone e si ferm. Ah, il giustiziere di
Britomaris, luomo che ha salvato dalla rovina la reputazione dellimperatore Claudio, giusto?
 uno dei modi di vedere la cosa, borbott Calamo.
Carbone spinse avanti il labbro inferiore in una smorfia di sdegno. Si avvicin a Pavone con
andatura ondeggiante da papera e si sofferm qualche istante, pizzicandosi un lembo flaccido di carne
che gli pendeva da sotto il mento. Devo dire che sei molto pi magro di quanto pensassi. Tanti
gladiatori sono cos pieni di muscoli addosso che poi hanno anche difficolt a muoversi.
I muscoli servono a maneggiare la spada, si intromise Calamo. E il rivestimento di grasso
protegge gli organi interni.
S, certo. Grazie per le informazioni, doctor, rispose laltro, rabbrividendo al solo pensiero.
Poi fece un cenno a Pavone. Sei stato bravo a trionfare contro quel selvaggio di Britomaris, ma temo
che dovrai fare di meglio per sopravvivere contro il prossimo avversario.
Quale prossimo avversario?, chiese Pavone, il cuore improvvisamente impazzito in petto.
Il lanista diede una pacca leggera sulla schiena di Carbone e i due si scambiarono i saluti.
Incedendo verso il corridoio di uscita, Carbone ammicc di nuovo a Pavone. Un altro combattimento,
pens il giovane. Sper con tutto se stesso che gli di volessero finalmente fargli affrontare Ermete, per
prendersi cos la vendetta che agognava dal giorno in cui quelluomo aveva decapitato suo padre di
fronte allimperatore.
Con la mano ossuta, Gurges conged Calamo. Lasciaci soli, doctor.
S, signore.
Il lanista attese pazientemente che Calamo si fosse allontanato lungo il corridoio, tenendo le
mani dietro la schiena. Udendo poi il tonfo della porta che si chiudeva, si volt finalmente verso
Pavone e si appollai bruscamente sul bordo della vasca. Incroci le gambe nella maniera aggraziata
dei Greci e disse: Calamo mi ha detto che ti sei fatto nemico Amadoco.
Pavone si asciug del sudore dalla faccia. Ha iniziato lui, signore.
Gurges rise. Ignora Amadoco,  solo infastidito perch sei una minaccia per la sua posizione di
primato nel ludus. Gurges immerse una mano nella vasca e continu a parlare, disegnando cerchi sulla
superficie dellacqua piovana. Devi iniziare ad abituarti alle attenzioni, sei il nuovo beniamino del
popolo, Pavone. E sai cosa significa questo?.
Pavone scroll le spalle.
Significa che non sei pi un insignificante pezzo di merda che mangia e dorme a spese del mio
ludus, disse il lanista. Adesso hai un valore, caro mio, il che mi porta al motivo di questo incontro.
Uno schiavo greco con un vassoio di pasticcini interruppe Gurges. Alla vista del cibo, lo
stomaco vuoto di Pavone inizi immediatamente a borbottare. Viveva in una condizione di fame e sete
perenni e, nelle lunghe ore di allenamento, accumulava un appetito talmente feroce che a malapena
riusciva a placare con la razione standard di pastone dorzo, pane e qualche bicchiere di posca, la
dissetante miscela di acqua e aceto. Lo schiavo si arrest di fianco a Gurges per permettere a
questultimo di scegliere e mangiare qualche stuzzichino. Non sopportando pi i morsi della fame alla
vista del lanista che mangiava, Pavone si volt verso il busto di bronzo. Guardandolo meglio, si accorse
che raffigurava proprio il padrone di casa. Sorridendo beffardo, tir metaforicamente le orecchie allo
scultore per la disonest del lavoro: il naso aquilino del lanista era stato ingentilito e la testa ormai
quasi calva era stata invece arricchita da una folta chioma riccia. Pavone si chiese come potesse Gurges
 un modesto lanista considerato alla stregua della matrona di un postribolo  riuscire ad avere uno stile
di vita cos sfarzoso.
Ho delle splendide notizie per te, riprese infine Gurges.
Pavone sent un brivido lungo la schiena.
Affronter Ermete finalmente?, chiese il giovane.
Il lanista scoppi a ridere. Ermete? Pi probabile che io riesca a scoparmi una vergine vestale
che strappare Ermete alla pensione.
Pavone ardeva di rabbia. Ma noi avevamo un accordo. Mi avevi detto che se avessi vinto, mi
avresti aiutato a farmi combattere con Ermete, luomo che ha infangato il nome della mia famiglia. La
voce gli sal di tono, tremolante di indignazione. Luomo che ha ucciso mio padre nellarena. Giuro
sulla dea Nemesi che avr la mia vendetta.
Io non ho promesso niente di tutto questo, si affrett a replicare Gurges, fingendosi peraltro
offeso. Ho solo detto che avrei tentato di fare qualcosa. Sto ancora prendendo informazioni, ma sono
certo che capirai che questioni del genere necessitano tempo. Ermete  un gladiatore di prima classe
nonch un beniamino dellimperatore.
Gurges si alz in piedi e incedette lentamente verso il giovane gladiatore, leccandosi le dita. Le
maniere rozze del lanista disturbavano Pavone, cresciuto da suo padre nella convinzione che fossero il
contegno e la dignit a distinguere i Romani dalle orde di barbari che infestavano i confini dellimpero.
E se anche il vecchio Ermete accettasse la tua sfida, dubito che limperatore lo autorizzerebbe a
combattere: troppo grande il rischio di perderlo e indebolire la propria reputazione. Quello che intendo
dire, mio caro ragazzo,  che trascinare Ermete sullarena  un affare molto costoso. Dovrei poter
vedere una qualche valorizzazione dei miei sforzi, ecco. Finora sei stato solo una spesa per me, e anche
cospicua.
Che intendi dire?
Siamo stati chiamati per uno spettacolo, disse Gurges, pulendosi la bocca con il dorso della
mano. Si terr proprio qui, a Paestum. Arriveranno dignitari da tutto limpero per vedere i guerrieri
della casa di Gurges e il mio nome diventer famoso in ogni provincia.
Chi  lo sponsor?, disse a voce alta Pavone, incuriosito.
In teoria, limperatore Claudio in persona, rispose Gurges, gonfio di orgoglio, fissando un
punto nel vuoto quasi guardasse direttamente il sovrano. Poi si volt di nuovo verso Pavone. In
pratica, io. Sai, limperatore  troppo impegnato a consolidare il proprio potere per potersi dedicare
allimmane lavoro di organizzazione di uno spettacolo per il popolo. Per cui mi sono gentilmente
offerto di occuparmene personalmente in sua vece. Claudio verr rappresentato a Paestum da Marco
Antonio Pallade, il suo segretario particolare. Pavone colse uno scintillio negli occhi del lanista.
Immagino tu conosca questo nome, giusto?
Pallade?. Pavone sent la morsa umida e gelida della paura strozzargli immediatamente le
viscere.  luomo che ha convinto Claudio a condannare a morte mio padre. Prego ogni giorno gli di
che gli diano una fine violenta.
Gurges rise e disse: Dovresti ringraziarlo, invece, non inveirgli contro. Pallade ha gentilmente
scelto te in nome dellimperatore come attrazione di punta. Combatterai contro un nome illustre del
passato. Un gladiatore di talento che risponde al nome di Decimo Cominio Denter.
E se lo sconfiggo, poi affronto Ermete?, chiese Pavone con la voce venata di speranza.
Un passo alla volta, ragazzo, rispose Gurges, dandogli una pacca sulla spalla come tra vecchi
amici. Il tuo prossimo scontro non sar cos facile. Il lanista spost, a disagio, il peso da un piede
allaltro. Dovrai allenarti per combattere da reziario.
Pavone scatt allarmato. Il gladiatore con la rete?
Esatto, conferm Gurges. Combatterai con un tridente e una rete. Niente scudo. Il tuo
avversario, invece, sar un secutor armato in maniera tradizionale, con gladio e scudo legionario.
Pavone era nero di rabbia. Deve esserci un errore. Io combatto con la spada, ho imparato a
usarla nellesercito. Dovrei combattere da mirmillone o da oplomaco, o al massimo da trace. Ma non
con una dannata rete.
Gurges lo fiss stizzito. Non capita tanto spesso che ci siano spettacoli cos grandiosi qui a
Paestum, il cui sponsor per di pi  limperatore Claudio in persona, per cui tu combatteresti anche con
un merdoso bastone, se limperatore dovesse chiederlo!.
E perch dovrei fare quello che dice lui?, ribatt infuriato Pavone. Claudio e i suoi
leccapiedi hanno confiscato tutte le propriet di mio padre e a me non  rimasta alcuna eredit. I miei
genitori sono stati uccisi e sepolti in tombe anonime. Mio figlio  tenuto in ostaggio nel palazzo
imperiale e probabilmente diventer uno schiavo. Come vedi, mi  rimasto ben poco per cui vivere.
Gurges si gratt delicatamente il mento. Quanta voglia hai di ammazzare quellErmete?
 lunica ragione per cui mi alleno, rispose Pavone, sentendo il sangue pulsargli alle tempie
al pensiero di uccidere il leggendario gladiatore. Solo quando vedr Ermete morto sar certo di aver
finalmente vendicato la morte di mio padre.
Capisco, mormor Gurges in tono calmo. Allora, considera questo: sei il giustiziere di
Britomaris e per il popolo sei gi un eroe. Parlano di te nelle taverne, alle terme, ovunque, ma quello 
stato solo il primo combattimento. E magari con il tempo potresti rivelarti un fuoco di paglia. Sfidando
Denter, invece, rimarresti il protagonista di un evento epocale a Paestum, per molti anni. Verrebbero a
vederti da Pompei, Puteoli, Capri e Capua, uomini e donne. Gurges si freg le mani raggiante.
Faremo soldi a palate! Venderemo statuette e riproduzioni di spade; potrei anche far pagare un
biglietto per assistere ai tuoi allenamenti al palus.
Pavone sbuff. E perch dovrei accettare di contribuire al tuo arricchimento?
Attirare Ermete nellarena non sar un compito semplice, ma se tu regalassi uno spettacolo
straordinario, avremmo un profitto talmente alto da persuaderlo ad accettare la tua sfida.
Pavone tacque per qualche istante, mentre in testa si scatenava un gran tumulto di pensieri. Nel
disegno di Gurges cera innegabilmente un fondo di logica. I gladiatori ritirati accettavano di tornare
nellarena solo per decine di migliaia di sesterzi. E Pavone non aveva nemmeno un sesterzio bucato.
Una vocina gli diceva che sarebbe stato un grosso errore fidarsi del lanista, ma aveva forse alternative
per riuscire ad affrontare Ermete?
Siamo daccordo?, chiese Gurges.
Pavone annu controvoglia.
Splendido. Gurges stir gli angoli della bocca in un sorriso. C solo una, ehm, piccola
questione. Il lanista si torse le mani. Dovrai affrontare uno stile di combattimento totalmente nuovo,
e nel ludus non ho doctores specializzati nel combattimento con la rete. Calamo ti aiuter per quello
che pu, ma per il grosso del lavoro dovrai fare da solo. Sono certo che un giovane bramoso come te
non avr troppe difficolt a capire come muoversi.
Pavone avvamp dun tratto dalla rabbia. E secondo te come dovrei imparare a combattere
contro questo Denter senza un addestramento adeguato?.
Gurges scroll le spalle e prese un altro pasticcino. Avrai una rete e un tridente. Lanci la rete
addosso al tuo avversario cos lui rimane impigliato e poi lo infilzi con il tridente. Tanto difficile?.
Mordendosi la lingua, Pavone distolse lo sguardo dal lanista e and via lungo il corridoio,
oppresso al petto dal senso di angoscia per il combattimento imminente. Per tutti gli di, c mai fine
al peggio?, mormor tra s.
...
.
...
Capitolo cinque.
...
.
...
Il doctor fece schioccare lo scudiscio di cuoio contro le reclute squarciando laria con un crepito violento.
Per la verga di Giove!, tuon contro gli uomini che si allenavano con le spade di legno contro
i pali in fondo al campo di allenamento. Il palus di Buccone non aveva un solo graffio. Pavone doveva
ancora capire cosa ne fosse stato dellamico e aveva finito per rassegnarsi allidea, non cos
improbabile, che Calamo lavesse spedito in una miniera in qualche angolo sperduto dellimpero.
Questo  il massimo che siete in grado di fare, miserabili bastardi? Parola mia, siete i peggiori
che mi siano mai capitati. Continuate cos, signorine, e vi ritroverete a picconare marmo prima della
fine dellanno.
Le reclute intensificarono il ritmo, grondando di sudore sotto lo sguardo penetrante del doctor,
alcuni ansiosi di dimostrargli quanto valessero per guadagnarsi loccasione di combattere nellarena;
altri, invece, impegnandosi il minimo necessario a sottrarsi allira di Calamo e ritardare linevitabile
appuntamento con la spada di metallo. Pavone, dal canto suo, cercava di allenarsi il pi possibile con il
tridente da pesca che gli era stato consegnato dallarmeria. Erano passate gi due settimane dal giorno
in cui Calamo gli aveva dato uninfarinatura sulle nuove armi. Da allora, era stato lasciato ad allenarsi
da solo, e nonostante le tante ore passate a esercitarsi con la rete e ad attaccare il palus con il tridente,
era ancora ben lontano, purtroppo, dallaver assimilato le tecniche di combattimento del reziario. La
rete gli sembrava un attrezzo per niente pratico: Denter poteva tranquillamente scattare di lato e
schivarla, o anche squarciarla se vi fosse rimasto intrappolato. E oltretutto, per difendersi contro il
secutor pesantemente armato non aveva nientaltro che un tridente e un pugio.
Cerc di respingere lansia che lo stava attanagliando alla gola e osserv le altre reclute che ci
davano sotto con grinta ai pali con spade lignee di diverse lunghezze e forme: alcuni con quelle pi
lunghe da legionario, altri con gladio e lance, in base al tipo di gladiatura per la quale erano stati
selezionati. Durante la prima mattina di allenamento, Calamo aveva spiegato alle reclute che la
categoria di gladiatore nella quale avrebbero combattuto veniva decisa dal lanista su suggerimento di
Calamo stesso. Dopo lassegnazione, ogni recluta veniva avviata alladdestramento dai doctores, ex
gladiatori essi stessi. Un uomo robusto con una lunga cicatrice da spalla a spalla addestrava gli
oplomachi, mentre un altro, magro e agile, seguiva i provocatori che combattevano con la frusta.
Specializzarsi in una determinata categoria gladiatoria significava avvicinarsi di un ulteriore passo alla
prima vera uscita nellarena. Le reclute erano consapevoli che, se avessero dato il massimo nella fase di
addestramento, molto probabilmente al primo combattimento si sarebbero scontrate con un avversario
pi debole: era ufficiosamente risaputo che i lanisti delle varie scuole gladiatorie sfruttavano i primi
incontri per sbarazzarsi dei gladiatori pi deboli facendoli combattere con altri pi promettenti per
conquistare, con il sangue versato, il favore degli spettatori.
I pali erano sistemati su due file ben distanziate luna dallaltra, affinch tutti avessero
sufficiente spazio per esercitarsi in attacchi, affondi e stoccate nei vari punti del palo rappresentante il
corpo umano, in cima al quale ognuno aveva dipinto un abbozzo di faccia. Un paio di loro erano
migliorati enormemente da quando Pavone si era staccato dal gruppo per allenarsi con Macrone. Anche
se non avevano ancora debuttato nellarena, attaccavano i pali con movimenti potenti e coordinati,
saltellando da un piede allaltro come il doctor aveva insegnato loro. Avevano gli sguardi
profondamente concentrati, i possenti muscoli addominali e pettorali rilucevano di sudore.
Tu!, url Calamo a Pavone, indicandolo con un dito nodoso. Quello nato con il cucchiaio
dargento in bocca. Se ti pesco di nuovo a battere la fiacca, giuro sugli di che ti metto in isolamento
per una settimana intera.
S, doctor.
Calamo agganci i pollici alla cintura di metallo che aveva attorno ai fianchi sopra il
subligaculum e ringhi ancora: Forse pensi di avere tempo per andartene in giro a ficcare il naso.
Forse pensi di non aver bisogno di allenarti e che una vittoria fortunata nellarena ti dia il diritto di farti
una dormita.
No, signore, replic Pavone.
Ti stai montando troppo la testa, Pavone. Fortuna poteva anche averti baciato il culo quando
hai affrontato Britomaris, ma Denter  due volte pi potente di quel barbaro. Calamo ghign
indicando il tridente. Giacch hai questa alta considerazione di te stesso, perch non fai vedere a tutti
come si combatte con quel dannato aggeggio?.
Gli altri uomini interruppero lallenamento per guardare. Il giovane fece un profondo respiro e
sollev la rete nella mano sinistra, stringendo il tridente con la destra. Sentiva addosso il gelo dello
sguardo dacciaio di Calamo che lo fissava.
Era pronto in posizione per attaccare il palo, quando dallombra del portico orientale spunt una
figura grassa con una pancia prominente che ricadeva penzoloni sul subligaculum. I capelli corti erano
arruffati; luomo avanz goffamente sulla sabbia verso il gruppo di reclute. Un istante dopo anche
Calamo si accorse di lui.
Be, chiudetemi in un sacco e buttatemi gi dalla rupe Tarpea!, disse in tono sferzante.
Guardate un po chi sta tornando a onorarci della sua presenza! Manio Salvio Buccone, tuon,
alzando il tono di voce. Sbrigati, ciccione! Non abbiamo tutto il giorno a disposizione.
Mentre Buccone si avvicinava al gruppo, Pavone not che aveva braccia, gambe e faccia
ricoperti di lividi, le labbra violacee e la mascella gonfia. A ogni passo Buccone faceva una smorfia di
dolore. Si ferm davanti al palus alla destra di Pavone, la fronte scintillante di sudore.
Ehi Buccone!, gli mormor. Dove diamine eri finito?
In infermeria. Storia lunga, poi ti spiego. Il giovane tacque un istante per riprendere fiato.
Pensavo saresti rimasto a Roma per sempre. Il ludus non  posto per uno come te.
Pavone sorrise, felice di vedere finalmente una faccia amica. E come avrei potuto resistere al
richiamo della casa di Gurges?, rispose in tono scherzoso, ammiccando. Cibo delizioso, camere
meravigliose e compagnia adorabile.
Buccone scoppi a ridere, poi trasal per il dolore e si appoggi una mano sul costato.
Qualcosa ti diverte, Buccone?, chiese con voce stridula Calamo.
No, signore, rispose il giovane tornando serio.
Il doctor lo scrut dalla testa ai piedi e lespressione fosca che gli spunt in faccia suggeriva che
ci che vedeva non gli piaceva affatto. Quel rincretinito di Acheo deve essere diventato pure del tutto
cieco se ti ha dichiarato idoneo a lasciare linfermeria. In ogni caso, sei arrivato al momento giusto per
guardare Pavone che ci fa vedere come usare il tridente.
Impugnata larma al centro dellasta e sollevatala sopra la testa, Pavone tir indietro il braccio
destro cos che i tre rebbi si trovarono paralleli con la spalla. Un istante dopo la scagli contro il palus
mirando allaltezza del collo con un urlo esplosivo. I denti sbatterono debolmente contro il legno.
Per la miseria, Pavone, comment brusco il doctor. Ne ho viste di porcherie nella mia vita,
ma la tua  una vera presa per il culo. E quello tu lo chiameresti un attacco? Lunica cosa che potrebbe
far stramazzare il tuo avversario sarebbero le risate.
Pavone abbass la testa, deluso e ferito. Le dimensioni e il peso del tridente cospiravano contro
di lui: in qualsiasi modo lo afferrasse, si rendeva conto di non riuscire a imprimere un adeguato slancio
per sferrare un colpo letale. Inoltre, i rebbi erano lunghi a malapena come un dito indice, troppo poco
per poter causare realmente dei danni; dubitava che sarebbero riusciti a penetrare nei muscoli e nelle
ossa a sufficienza per trafiggere organi vitali.
Calamo part in tromba superando tutti i pali e gli si par davanti con unespressione da cane
rabbioso. Sei nei guai, grossi guai, ragazzo.
Pavone ebbe il buonsenso di non abboccare. Continu a guardare avanti nel vuoto, mentre il
doctor gli fumava accanto di rabbia a narici dilatate. Poi Calamo gli si accost ancora e abbass la voce
fino a un sussurro. Denter pu anche essersi ridotto a un alcolizzato, ormai, ma  stato comunque uno
dei migliori gladiatori di tutte le arene e un imbranato pelle e ossa come te non serve nemmeno a
pulirgli il culo. La rete e il tridente non ti salveranno. Arriveranno migliaia di persone ad assistere e sai
cosa vedranno? Denter che ti sbudella. Farai prima tu a raggiungere il tuo vecchio negli inferi che il
pubblico a scaldare il sedile.
Calamo si discost disgustato e guard la meridiana al centro del cortile di allenamento. Vide
tremolare debolmente una sottile striscia dombra allincirca a met quadrante. Pausa pranzo,
signorine, prima che altri mi diano il voltastomaco come il nostro Pavone.
Le reclute appoggiarono le spade di legno contro i pali e si avviarono a passo lento e pesante
verso la mensa per un pasto frugale. Voltandosi, Calamo si blocc a met rotazione scorgendo Buccone
con la coda dellocchio. Strinse le mani attorno alle strisce di cuoio dello scudiscio. Suppongo tu sia
pronto a tornare allallenamento.
Buccone gonfi orgoglioso il petto. S, signore.
A me non sembri proprio pronto, Buccone. Sai cosa mi sembri invece?
No, signore.
Un sacco strapieno di merda che sta per scoppiare. Ho sentito dire che le miniere in Dacia
hanno bisogno di altre braccia. Potrebbe essere il posticino ideale per te, grassone. Sappi che le
condizioni sono spaventose laggi. C il rischio costante di alluvioni e frane. Le gallerie, poi, sono pi
strette delle vulve delle vergini vestali. Potresti rimanerci incastrato.
Calamo diede un colpetto sulla pancia di Buccone con il manico dello scudiscio, facendolo
deglutire rumorosamente per il disagio. Sei limbarazzo di questo ludus, continu poi a ringhiargli
contro il doctor. Se pensi che correrei il rischio di mandare una mollaccione come te nellarena a
lasciarti cagare sul buon nome della casa di Gurges, ti sbagli di grosso.
Intendi dire che non mi farai combattere ai giochi, signore?, chiese speranzoso Buccone.
Potrei rastrellare la sabbia, signore, o preparare da mangiare e bere per gli uomini. So cucinare bene: il
segreto  aggiungere sempre tanta salsa di garum.
No, grassone. Per te ho in serbo le miniere, rispose Calamo. Tacque un istante con uno
scintillio di perfidia negli occhi. Anche se, ripensandoci, forse qualcosa c per te: un lavoretto in cui
potrai dimostrare lidiota che sei. Un pagliaccio finocchio come te si sentir perfettamente a casa,
vedrai.
Davvero? E cosa sarebbe signore?
Lo scoprirai presto, rispose il doctor, ridendo. Buccone continu a guardare perplesso
Calamo che si voltava bruscamente e si incamminava verso i veterani raggruppati poco oltre. Una volta
soli, Pavone torn a guardare Buccone e indic i lividi.
Allora? Che t successo l?.
Buccone guard altrove. Ho avuto un problemino con Carbone.
Pavone si accigli. Carbone? Ho gi sentito questo nome, disse, ricordando la conversazione
con il lanista. Lho visto parlare con Gurges. A proposito di una scommessa sui giochi.
Spurio Graziano Carbone, specific Buccone, il viso contorto in una smorfia preoccupata. 
il tipo delle scommesse di cui ti avevo parlato.
Pavone si sent scoppiare la testa ripensando al motivo per cui Buccone si era arruolato
volontario nel ludus: aveva rinunciato alla libert, accettando di allenarsi come gladiatore, per tentare di
racimolare il denaro necessario a saldare un grosso debito con il gioco dei dadi. Arrivati nel ludus, i due
avevano condiviso lo stesso cubicolo e Pavone aveva trascorso molte notti ad ascoltare il compagno
lagnarsi della sua sfortuna, di come fosse arrivato a Paestum da Ostia, dove abitava, sperando di poter
avere un prestito da un lontano parente, e di aver poi scoperto che quel parente aveva cambiato citt da
parecchio tempo ormai, finendo, disperato, ad affogare gli affanni in una taverna del posto dove aveva
conosciuto il reclutatore di gladiatori del ludus locale. Il denaro che luomo aveva appoggiato sul
tavolo  duemila sesterzi alla firma del contratto e altri duemila al termine del biennio di servizio, oltre
a tutti i premi che sarebbe riuscito ad accumulare con le eventuali vittorie  gli era parso fin troppo
incredibile per essere vero. Purtroppo Buccone non aveva programmato di dover saldare i debiti con
vittorie conquistate con il sangue, combattendo: aveva confidato a Pavone lidea di voler sfruttare la
conoscenza diretta dei punti forti e deboli dei gladiatori per fare scommesse mirate sul risultato dei vari
combattimenti. Vantandosi, tra laltro, di poter fare tanti soldi in un batter docchio, riscattandosi dal
lanista e saldando definitivamente i debiti prima di dover mettere piede nellarena. In quel momento,
infuriato, Pavone vide chiaramente quanto fosse stato idiota il piano dellamico.
Guard le ferite di Buccone.  stato Carbone a farti questo?, chiese dubbioso. Non mi 
sembrato un tipo cos forte.
Non lui personalmente, rispose lamico, con unaltra smorfia di dolore e premendosi una
mano sulla parte bassa della schiena. Sono stati i suoi scagnozzi, sei ex gladiatori che ha assunto come
guardie del corpo. Gli occhi di Buccone si gonfiarono di lacrime. Il giovane esit qualche istante. Mi
dispiace, Pavone, avevo scommesso sul tuo combattimento contro Britomaris.
Capisco, disse Pavone, confuso.
No, non penso che tu abbia capito. Buccone rimase ancora esitante, scalciando la base del suo
palo con aria scoraggiata. Poi risollev lo sguardo e incroci quello di Pavone. Avevo scommesso
sulla tua sconfitta.
Pavone si sent ribollire il sangue nelle vene. Indietreggi da Buccone, vacillando, le braccia
tremanti. Represse lirresistibile impulso di prenderlo a pugni e affond dolorosamente le unghie nel
palmo delle mani.
 stato Carbone a convincermi, tent di giustificarsi Buccone. Mi dispiace, Pavone. Non so
dove avessi la testa.
Questa s che  una sorpresa, mormor Pavone a denti stretti.
Ho fatto la scommessa solo perch Carbone mi ha offerto quotazioni veramente basse,
singhiozz Buccone. Le guance paffute erano rigate di lacrime. Dopo la tua vittoria, quando Carbone
 venuto a battere cassa, io non avevo i soldi e lui mi ha fatto picchiare da uno dei guardaspalle,
dicendomi di fargli avere il dovuto entro la fine del mese, altrimenti.... Buccone si incurv nelle spalle
disperato. Devi aiutarmi, Pavone.
Oh s, ti tirer fuori dalla gigantesca tomba che ti sei scavato con le tue stesse mani, gli
rispose Pavone sprezzante. Cos poi potrai scialacquare le vincite con unaltra scommessa con
Carbone. Grazie, ma dico no. Questa volta te la devi vedere da solo, Buccone.
Non ti sto chiedendo aiuto per me, disse lamico in tono sommesso. Te lo sto chiedendo per
il bene della mia famiglia.
Per tutti gli inferi, che intendi dire?, scatt Pavone con voce ruvida e strozzata per la rabbia
che gli irrigidiva i muscoli del collo. Sforzandosi Buccone sollev il viso con unespressione
preoccupata e guard lamico, gli occhi lucidi e le labbra tremanti di paura. Sono spariti, rispose.
Mia moglie Clodia e i bambini, Papiro e Salonio; Carbone li ha fatti rapire dalla nostra casa e ha detto
che se non pago li vende come schiavi. Mi ha dato una settimana per racimolare il denaro ma io non ne
ho. Devi aiutarmi a farli liberare.
Pavone chiuse gli occhi. Sebbene fosse infuriato con Buccone per aver scommesso sulla sua
sconfitta, il pensiero che la famiglia dellamico avrebbe dovuto pagare per la sua follia lo costrinse a
reprimere il risentimento. Sapeva bene quanto fosse doloroso perdere i propri cari: prima sua madre e
suo padre uccisi dai tirapiedi dellimperatore; poi Sabina, sua moglie, morta partorendo il loro
figlioletto Appio; e infine anche questultimo strappatogli con la forza. Una voce nella testa gli disse,
graffiante, che se anche non cera pi modo di salvare la propria famiglia, avrebbe comunque potuto
contribuire a salvarne unaltra. Inspir profondamente per mandar gi la rabbia e riapr gli occhi.
Buccone lo fissava con aria speranzosa.
Bene, disse Pavone un istante dopo. Ti aiuter, ma lo faccio solo per la tua famiglia.
Grazie, Pavone. Sei un buon amico.
Il gladiatore sollev una mano per bloccarlo. Risparmiati i ringraziamenti per quando Clodia e
i bambini saranno liberi.
Coshai intenzione di fare?, chiese Buccone timidamente.
Parlare con Carbone e dirgli di lasciarli liberi, e se si rifiuta di farlo, gli metto una mano
attorno a quel suo collo grasso e stringo finch non mi dice dove tiene tua moglie e i bambini.
Buccone lo guard perplesso. E se non te lo dice?
Be, se tu hai un piano migliore, Buccone, sentiti libero di condividerlo con me.
Scusa, rispose lamico, abbassando gli occhi sui piedi. Ti sono grato per il tuo aiuto,
veramente. Voglio solo che la mia famiglia torni libera. Buccone avvamp di vergogna. Giuro su
Venere che non giocher pi dazzardo!.
Pavone grugn e si gratt il mento. Hai qualcuno di cui puoi fidarti allesterno? Qualcuno che
potrebbe andare a prendere la tua famiglia se dovessi scoprire dove la tengono?.
Mah, una persona ci sarebbe, rispose Buccone. Un vecchio bifolco di mia conoscenza di
nome Umbreno, fa il mercante a Puteoli.
Tieniti pronto a fargli avere un messaggio, lo avvert Pavone. Una volta che avr messo alle
strette Carbone, non saranno pi al sicuro. Umbreno dovr raggiungere immediatamente i tuoi prima
che laltro abbia la possibilit di venderli. Se non sbaglio, Carbone fa regolarmente visita al ludus,
giusto? Del resto facendo soldi con le scommesse, i suoi affari dipendono interamente da come valuta
la forma dei gladiatori e da come riesce a imbrogliare gli scommettitori.
Buccone annu. S, viene una volta alla settimana, e non solo per guardare. Anche per
raccogliere. Almeno met degli uomini del ludus ha un conto aperto con lui. La maggior parte  in
debito, come me. Sputare sangue al palus mentre lui si arricchisce sulle miserie altrui!. Buccone si
batt un pugno flaccido sul palmo della mano.
E quando dovrebbe fare la prossima visita?
Domani, rispose Buccone. Allalba.
...
.
...
Capitolo sei.
...
.
...
Pavone non aveva chiuso occhio per gran parte della notte, tenuto sveglio da Buccone che gli
russava accanto e dai rumori spaventosi di una recluta che in una celletta poco distante subiva un
tormentoso rituale di iniziazione. La finestra del suo cubicolo si affacciava sul versante occidentale del
ludus e gli offriva una visuale perfetta sullentrata principale della scuola. Era molto presto e il cortile
di allenamento era ancora immerso nelloscurit. Il pesante cancello di ferro battuto era presidiato,
notte e giorno, da quattro guardie con armatura pesante. Oltre il perimetro del ludus Pavone vedeva una
strada che conduceva verso il centro di Paestum. La morbida luce lunare rischiarava il Foro appena
visibile. Quando il sole spunt allorizzonte, Pavone si lasci andare a un pensiero raccapricciante. In
un modo o nellaltro, sarebbe morto nellarena; limperatore non gli avrebbe mai concesso la libert e i
rigidi costumi sociali romani stabilivano che, una volta macchiatosi definitivamente dellinfamia della
gladiatura, un uomo non avrebbe mai pi potuto riacquistare il suo precedente status aristocratico. La
vecchia vita di Pavone, quindi, era finita; il suo unico scopo era sopravvivere nellarena quel tanto che
bastava per affrontare e uccidere Ermete e ripristinare, cos, la reputazione infangata della sua famiglia.
Decise di non permettere a nessuno  che fosse Denter, Murena, Pallade o Carbone  di mettergli il
bastone fra le ruote. E se qualcuno avesse solo tentato, glielavrebbe fatta pagare cara.
Svegliatevi e splendete, signorine!, tuon Calamo dal fondo degli alloggiamenti. Le reclute
iniziarono a muoversi e ad alzarsi lentamente dalle brande in un brontolio collettivo. Pavone sent
Calamo incamminarsi lungo il corridoio, i passi accompagnati da un fragore metallico ogni volta che
con il manico dello scudiscio colpiva le porte dei cubicoli. Lultimo che esce dalla cella pu dire
addio alla razione!, urlava. Avvicinandosi al cubicolo di Pavone, la voce si fece sempre pi forte. Poi
Calamo gli si ferm davanti. Ignorando il giovane, lanci unocchiata velenosa a Buccone che ancora
russava. Alzati, ciccione!, lo esort ancora, pungolandolo con limpugnatura della frusta senza
varcare la soglia. Parola mia, ho conosciuto merdosi che mostravano pi segni di vita di questo
stronzo pigro.
Dopo una misera colazione con un bicchiere di acqua calda, Calamo ordin di partire
velocemente con una serie di esercizi di riscaldamento, a cominciare da cinque giri del ludus a velocit
di corsa moderata, seguiti da venti ripetizioni di lancio della palla in cui gli uomini si disponevano a
coppie uno di fronte allaltro e si lanciavano delle vesciche di maiale piene allaltezza dello stomaco.
Secondo la scaletta, a una certa ora Calamo diede lordine di fermarsi mentre lui discuteva le tattiche
con gli allenatori di specialit. Ancora infuriato con Buccone per aver scommesso contro di lui, Pavone
gli scagli addosso la pesante vescica di maiale con pi forza del previsto. Svuotato di aria, Buccone si
pieg in due dal dolore.
Buccone!, url una voce familiare alle spalle di Pavone. Stai tentando di dimostrare i tuoi
notori istinti guerrieri, vero?. Pavone si volt e vide Carbone in piedi accanto alla meridiana, le mani
intrecciate dietro la schiena. Sembrava solo, confidando, per la propria sicurezza, negli uomini di
guardia nella casa del lanista. Il mio caro amico Gurges doveva proprio essere disperato per accettare
un uomo di cos limitate abilit nel suo ludus.
Buccone si tir su, strofinandosi lo stomaco dolorante. Carbone fece un cenno alle altre reclute
che si avviarono verso i pali per riprendere lallenamento. Conged anche Pavone con un cenno della
gonfia mano inanellata. Lasciaci solo, ragazzo, vorrei discutere una questione privata con Buccone.
Pavone non si mosse. Sono suo amico. Mi ha detto che hai fatto rapire la sua famiglia. Adesso,
stammi bene a sentire: Buccone pu anche doverti dei soldi, ma il debito  tra voi due, Clodia e i
bambini non meritano di essere coinvolti in questa storia. Lasciali andare.
Carbone fece un largo sorriso a Buccone. Cazzuto il tuo amico, eh!?. Poi fece un lungo
sbuffo estenuato, come se avesse sentito ripetere quella stessa solfa per tante e tante volte e punt gli
occhi verso il campo di allenamento. Magari potremmo discuterne in un posto un po pi isolato,
prosegu Carbone, inclinando la testa verso il balcone sopra il porticato. Pavone sapeva bene che
Gurges vi si affacciava spesso per supervisionare i gladiatori che si allenavano. Non si sa mai chi
potrebbe osservare e ascoltare qui fuori.
Seguirono Carbone in un passaggio angusto e fiocamente illuminato, che passando sotto i
portici conduceva verso la zona orientale del campo di allenamento. Girarono a destra ed entrarono
nella mensa, che a quellora del giorno era deserta. Carbone precedette Pavone e Buccone e puntell
lenorme ventre contro il bordo di una lunga tavola a cavalletti. Era rosso in viso per lo sforzo e la
fronte interamente imperlata di sudore.
Sono un uomo impegnato, Pavone, inizi Carbone, tergendosi il sudore dalla fronte. Per cui
andr dritto al punto. Buccone mi deve la bella sommetta di duemila sesterzi, aggiunse, esaminandosi
una macchiolina di sangue sullelegante tunica di pregiata fattura. Sei consapevole che il cosiddetto
tuo amico ha scommesso sulla tua sconfitta contro Britomaris?
Passiamo oltre, rispose Pavone a denti stretti.
Giacch Buccone  sprovvisto dei soldi che mi deve, ho semplicemente preso possesso dei
suoi averi, come  mio diritto in qualit di suo creditore; infatti, essendo Buccone un giocatore
dazzardo nullatenente entrato in una scuola gladiatoria senza il becco di un denario, le sue uniche tre
propriet commerciabili sono proprio sua moglie e i due figli.
Pavone serr i denti e ringhioso gli appiccic il naso contro la faccia. Dagli altro tempo per
pagare. Presto combatter nellarena.
Ma lhai mai visto con una spada in mano?, sbuff Carbone.  come voler spremere sangue
da una rapa.
Pavone scosse la testa. Non sono qui per discutere quanto ti deve Buccone, ribatt secco, n
come intende saldare il debito. Sono qui per parlare della sua famiglia. Loro sono innocenti, lasciali
fuori della vostra controversia.
Oppure?, ribatt Carbone. Non sei esattamente nella posizione di poter fare minacce,
ragazzo. Dimentichi dove ti trovi. Non sei pi il figlio di un rispettato legato di Roma. Sei solo uno
sbruffone nato ricco e precipitato nellinfamia. Niente pi di un comune schiavo.
Pavone fiss Carbone in cagnesco, serrando le mani a pugno. Te lo chiedo unultima volta:
libera subito la sua famiglia.
Fammici pensare, rispose Carbone in tono beffardo, grattandosi il mento cascante. Sembrava
fin troppo calmo, pens Pavone, per uno che si trovava avanti a due gladiatori. Anche se uno dei due
era Buccone. La mia risposta  no. Se Buccone non pu pagare in monete, dovr farlo in natura.
Queste sono le regole. Tra laltro Clodia sar un bocconcino bello saporito e i due ragazzini mi faranno
fruttare un bel gruzzolo al mercato.
A quel punto Carbone tent di andarsene, superando Pavone, ma questultimo gli blocc il
passo. Lo speculatore sfoder un ghigno sinistro e diresse gli occhi verso un punto alle sue spalle.
Pavone ud un rumore di passi dietro di s, si gir e guard verso la porta. Una coppia di Ispanici alti e
massicci bloccavano luscita. Le spalle e i muscoli erano talmente possenti da ostruire il passaggio
della luce dal corridoio. Entrambi portavano il marchio del proprietario di unaltra scuola gladiatoria.
Permettete che vi presenti Prisco e Vero, disse Carbone, facendo un cenno verso i due. Prisco
fece crocchiare le nocche. Ex campioni dellarena di Capua, adesso mie guardie del corpo.
Pavone inizi a sudare freddo. Lanci unocchiata fulminante a Buccone arretrando dalla porta.
Non avevi accennato alle sue guardie del corpo, mormor.
Mi dispiace, rispose Buccone con un filo di voce, abbassando il mento imbarazzato. Non ne
sapevo niente.
Prisco, Vero, ordin ai due Carbone con un improvviso gesto della mano. Date una bella
lezione a questo moccioso.
Prisco part per primo. Spinse avanti il piede destro in appoggio, preparandosi a sferrare un
gancio. Fulmineo, Pavone scart a destra, abbassando la spalla sinistra e sottraendosi alla traiettoria del
pugno che sfrecciava in direzione della sua mandibola. Mentre Prisco schizzava in avanti a vuoto,
Pavone si abbass sulle ginocchia, afferr saldamente con entrambe le mani uno sgabello l accanto e
schizz in piedi di scatto, spingendo in alto il seggiolino con tutte le forze. Si ud un raccapricciante
scricchiolio nello scontro con il mento di Prisco, che esplose in un grugnito, la mascella schiacciata e
sbattuta verso lalto.
Lenergumeno vacill indietro di qualche passo, scosse la testa per riprendersi e caric di nuovo
contro Pavone. Questa volta il giovane gladiatore schizz nella direzione opposta, riportando in alto lo
sgabello abbassato contro la coscia sinistra, in un movimento ad arco verso la spalla destra. Prisco si
trov esattamente sulla traiettoria, e perse il controllo delle braccia quando il piccolo sedile si schiant
contro lo zigomo. Ricadde allindietro con gli occhi rovesciati e stramazz a terra accanto alla porta.
A quel punt part anche il secondo gorilla: un gigante ricoperto di una mastodontica quantit di
muscoli. Scavalc il compagno atterrato e sfoder i denti appuntiti in un ghigno minaccioso contro
Pavone, arrivandogli addosso con le braccia tese in avanti, sbattendolo a terra e facendogli mollare la
presa del seggiolino di legno. Per tutta risposta, Pavone sferr un calcio di piatto contro Vero,
arrestando la sua corsa e guadagnando cos del tempo per rialzarsi. Di nuovo in piedi, il giovane vide
laltro gi lanciato contro di lui. Buccone tent di bloccargli il passo ma il gorilla rugg e lo scaravent
via con una violenta gomitata. Continu a caricare contro Pavone, i pugni giganteschi fluttuanti davanti
al suo busto.
Pavone afferr una scopa appoggiata al muro accanto alla porta e si rigir di scatto per
fronteggiarlo. Il pavimento sussultava sotto la poderosa falcata del gigante. Vedendo un pugno
sfrecciargli contro il petto scoperto, il giovane si abbass sulle ginocchia e spinse con forza il manico
della scopa contro Vero, che ebbe solo il tempo di sgranare gli occhi terrorizzato mentre il bastone lo
colpiva dritto allinguine. Croll in avanti, boccheggiando per il dolore, palpeggiandosi gli attributi
virili con le grosse mani. Senza starci troppo a pensare, Pavone inclin leggermente il manico verso
lalto e glielo sbatt in testa. Lasta di legno scricchiol contro una tempia. La testa del gorilla schizz
bruscamente a destra, stirandogli il muscolo del collo e scattando poi di nuovo nella posizione
originale; a quel punto Vero croll sulle ginocchia, rantolando e boccheggiando. Pavone lanci via la
scopa e rimase a fissare anche la seconda guardia del corpo stramazzare a terra, il sibilo potente del
sangue nelle orecchie e il cuore che batteva freneticamente nella cassa toracica.
Pavone, attento!, url Buccone.
Voltandosi verso lamico, con la coda dellocchio Pavone scorse uno scintillio alla sua destra.
Si volt completamente e si ritrov faccia a faccia con Carbone che gli puntava un pugnale alla gola. Il
giovane rimase di sasso. Carbone fumava minacciosamente dalle narici come un toro imbestialito.
Sulle prime sembr volergli affondare la lama nel collo, poi allangolo della bocca apparve un sorriso.
Mi stupisci, ragazzo, disse. E potresti stupire anche qualcun altro, non solo me.
Pavone continu a fissare il pugnale stretto nella mano di Carbone, la punta minacciosamente
scintillante nelloscurit. Che vuoi dire?, chiese.
Ti avevo liquidato pensando che fossi stato solo fortunato, e come me anche Gurges e Calamo.
Solo gli di sanno quanti gladiatori in questi anni ho visto vincere a sorpresa al primo incontro e poi
fallire miseramente al secondo. Nel dirlo, Carbone butt unocchiata ai due energumeni che
gemevano e si contorcevano per il dolore a terra. Ma tu hai appena messo a terra due dei miei uomini
migliori.
I gladiatori invecchiano molto velocemente, rispose Pavone.
Sulla faccia paffuta di Carbone apparve un sorriso. Se c una cosa che ho imparato in tutti
questi anni passati a guardare uomini trucidarsi a vicenda nellarena  proprio questa: essere gladiatori
non  solo questione di forza fisica; significa anche saper ragionare sui piedi. E tu, ragazzo... tu hai
dimostrato di avere grande ingegnosit quando ti trovi con le spalle al muro.
Tutto merito degli anni passati nei campi legionari da bambino, rispose Pavone. Non ho
imparato niente dai libri o dai tutori, sono stati i soldati a insegnarmi tutto quello che so.
Interessante. Carbone fece scivolare la lama del pugnale sul collo di Pavone come se lo stesse
radendo. Alcune cose, per, non possono essere insegnate: il coraggio di fronte a una lama puntata
alla gola, per esempio. Carbone gli premette la punta contro il pomo dAdamo. E tu non hai battuto
ciglio quando hai visto il pugnale. Non si pu insegnare a un uomo a dimenticare la paura.  una
qualit innata e rara e io ho conosciuto solo un altro uomo che rimaneva assolutamente impassibile alla
vista del ferro. Possibile che tu ne abbia sentito parlare. Si chiama Ermete.
Al sentir nominare il suo acerrimo nemico, Pavone trasal, mantenendo unespressione cupa.
Dimmi dove tieni la famiglia di Buccone.
Carbone rise, trascinando ancor pi in alto la punta del pugnale, ormai quasi tra gli occhi di
Pavone. Non  cos semplice. Mi spiace ma il tuo amico mi deve una grossa somma, e non  lunico a
essere indebitato con me. Perch lattivit delle scommesse rimanga redditizia, si  costretti a far
rigidamente onorare gli impegni presi dai clienti, non trovi?
Arriva al punto, rispose Pavone.
Non posso lasciare libera la sua famiglia in questo momento, ma prometto di non venderli
come schiavi. Non ancora, almeno. Per contro, propongo un accordo.
Che tipo di accordo?, si incurios Buccone.
Non con te, gli ringhi contro Carbone, ammiccando contemporaneamente a Pavone. Con il
giovane eroe dellarena. Vedendo come sei riuscito a mettere fuori uso Prisco e Vero ho capito che
puoi avere molte pi possibilit contro Denter di quanto tutti siano disposti a credere. Anche se avrai il
pubblico dalla tua parte, gli esperti del settore sostengono che Denter ti far a fettine come un montone
arrosto.
Pavone si infuri. Denter  un alcolizzato con le ore contate.
Lo era, ribatt Carbone, ammirando il proprio pugnale. Ma fonti attendibili mi riferiscono
che adesso  sobrio e pulito e si sta allenando duro per lincontro. Luomo che lo segue  un soldato, se
non ho capito male, aggiunse, scrollando le spalle. E tu combatti in inferiorit di armi. Anche con
mezzo equipaggiamento, Denter ti causerebbe comunque seri problemi.
Ma tu mi daresti vincente?
Carbone stese le guance paffute in un sorrisetto. Non mi spingerei a tanto, ma penso che tu
abbia buone possibilit, s. Gurges, in particolare, ha puntato una bella cifra sulla vittoria di Denter.
Il lanista ha scommesso contro di me?, chiese Pavone con espressione incredula.
Sembrerebbe un po la tendenza generale, ragazzo, rispose acidamente Carbone, guardando
Buccone. Dovresti frequentare amicizie migliori. Intendo dire che su Denter  stato scommesso
parecchio denaro. Se tu vinci, io intascher una cifra ragguardevole. Carbone si appoggi un dito sul
labbro inferiore e, con aria pensosa, aggiunse: A quel punto, forse potrei anche convincermi ad
annullare il debito con Buccone e liberare la sua famiglia.
Giura sugli di che li libererai, esigette Pavone.
Allora siamo daccordo, rispose Carbone, ritirando il pugnale e riponendolo sotto la tunica.
Adesso  meglio se torni ad allenarti. Dai retta a me, ragazzo: devi ancora lavorare parecchio. Puoi
anche avere un talento naturale, ma Denter non ha mai perso una sola volta nella sua lunga carriera.
C una prima volta per tutti, rispose Pavone.
Carbone sbuff. Non fare troppo il presuntuoso. Ti rimane solo qualche settimana prima
dellincontro, poi serr le labbra. Permettimi unultima parola di avvertimento: Denter  famoso per i
suoi trucchetti sporchi contro gli avversari al banchetto dei gladiatori alla vigilia dei giochi.
Quellidiota una volta si  addirittura strappato un dente per far vedere allavversario che non temeva il
dolore. Qualsiasi pagliacciata si far venire in mente quella sera, tu non lasciarti intimidire.
Detto questo, Carbone si avvi verso la porta, si ferm accanto ai due energumeni ancora a terra
e moll un calcio allo stomaco a uno di loro. Prisco! Vero!, url poi, battendo le mani. In piedi!.
Rialzandosi da terra, i due lanciarono occhiate fulminanti verso Pavone, poi, barcollando,
seguirono fuori dalla mensa Carbone e sparirono con lui nelloscurit del corridoio. Il giovane li guard
allontanarsi per qualche istante, poi Buccone gli spunt accanto.
Per tutti gli inferi!, sbuff lamico. Quel Denter sembra proprio un pericoloso bastardo.
Grazie per il voto di fiducia, Buccone.
Non era quello che volevo intendere, ma a detta di tutti sar un incontro molto duro. Mi
dispiace Pavone. Se avessi avuto un altro modo per riprendermi Clodia e i bambini, lavrei fatto.
In realt, nulla che Buccone potesse dire in quel momento avrebbe fatto sentire Pavone meno
disperato di quanto non fosse gi allidea dellincontro con Denter. Il solo pensiero lo terrorizzava.
Distolse lo sguardo dallamico e si sent opprimere il petto da una violenta sensazione di ansia. Solo la
sera prima pensava che il suo avversario fosse un trasandato ex gladiatore; adesso, invece, doveva fare i
conti con una realt completamente diversa. Avrebbe affrontato un avversario fortemente motivato con
una lunga serie di vittorie alle spalle. E ancor peggio, non era solo la sua vita a dipendere da
quellincontro, ma anche quella di Clodia e dei due figli, e forse anche di Buccone. Sent tutto il peso di
quella responsabilit gravargli sulle spalle mentre usciva dalla mensa e faceva ritorno al campo di
allenamento con le parole di Carbone che gli risuonavano ancora in testa. Un Denter ubriaco e brutale
sarebbe stato un avversario difficile ma battibile, anche con limpaccio dalla rete e dal tridente. Ma un
Denter sobrio, motivato dalla rabbia e allenato da un soldato era una vera scossa di terrore.
Pavone preg gli di che Carbone si sbagliasse.
...
.
...
Capitolo sette.
...
.
...
Quel tardo pomeriggio si lev una leggera brezza che regal al numeroso pubblico un
temporaneo sollievo dalla cappa di afa che aveva soffocato Paestum nelle tre settimane precedenti.
Pavone era schierato con le altre reclute e i veterani lungo il lato meridionale del quadrilatero del Foro,
sotto lo sguardo vigile di una decina di guardie pesantemente armate della sicurezza locale. I gladiatori
erano a petto nudo e indossavano solo semplici subligacula. Avrebbero avuto accesso alle armi e agli
scudi solo dopo essere entrati nellarena. Una folla di spettatori curiosi si era accalcata nelle stradine
circostanti per osservarli durante il banchetto allaperto.
Il pubblico era molto pi numeroso di quanto Pavone si fosse aspettato. Tanti guardavano
affacciati alle finestre del pianoterra di taverne e botteghe lungo il lato nord; altri sgomitavano per
accaparrarsi una vista migliore dalla scalinata sopraelevata di un piccolo teatro poco distante. Tutti
fissavano i gladiatori con un misto di paura e meraviglia. Sei lunghe settimane di isolamento per gli
allenamenti nel ludus lontano dai preparativi per i giochi, e adesso Pavone poteva toccare con mano la
vibrante eccitazione del numeroso pubblico. Le donne si facevano aria occhieggiando i busti muscolosi
e oliati dei gladiatori; i bambini si davano battaglia con spade giocattolo. Attorno a tutto il perimetro
della piazza erano stati montati chioschi per la vendita di statuette in miniatura dei gladiatori favoriti,
monili e chincaglierie di ogni genere. Uno di questi vendeva anche il programma dei combattimenti di
quel pomeriggio. Nel frattempo, la zona si era riempita dellaroma di salsicce suine arrostite e vendute
dai mercanti alla folla affamata e trepidante.
Pavone guard il sole scendere oltre lorizzonte. Poco distante era visibile il ludus su una
leggera altura a nord del Foro. Larena si trovava a destra: lesterno marmoreo si colorava delle tenui
sfumature rossastre del sole calante. Una decina di operai si affaccendavano ancora sullultima fila
della cavea: montavano il velarium per lindomani. Quando il grande tendone di stoffa fu srotolato si
ud uno schiocco potente che echeggi su tutta la zona; gli operai lo tesero bene e iniziarono a fissarlo
ai pali e alle traverse lungo il perimetro superiore dellarena.
Guarda quanta gente  venuta ad assistere allo spettacolo, comment Buccone. Saranno un
migliaio, o forse anche di pi. La voce del giovane, solitamente allegra, era percettibilmente strozzata
dalla paura e anche in Pavone provoc una fitta di ansia. Non aveva mai partecipato a un banchetto per
gladiatori prima di allora, ma capiva che la tradizione voleva che fosse tenuto in una pubblica piazza,
perch servisse anche da occasione per i combattenti di dar prova di stoicismo di fronte al destino di
morte che li attendeva. Inoltre, accendeva lentusiasmo nel pubblico alla vigilia del combattimento.
Pavone vide un folto gruppo di uomini accalcati attorno a Carbone per scialacquare denaro in
scommesse.
Finalmente si riesce a mangiare qualcosa, disse tristemente Buccone, indicando le lunghe
tavole a cavalletto che venivano allestite al centro della piazza del Foro. Ma io, strano a dirsi, non ho
per niente fame. Il suo tono di voce sorprese Pavone. Solitamente Buccone si sarebbe leccato i baffi di
fronte alla prospettiva di una scorpacciata con i fiocchi come quella. La preoccupazione, per, che il
destino dei suoi cari fosse appeso a un filo sembrava avergli fatto perdere totalmente lappetito. Pavone
gli lanci unocchiata solidale. Anche lui si sentiva preda della stessa ansia, come se in pancia avesse
uninvasione di ratti.
Pavone sbuff osservando gli schiavi che mettevano in tavola decine di vassoi di cibo sotto gli
occhi di tutti. Cera uninfinit di ciotole di insalata fresca, piatti di tonno salato guarnito con uova di
quaglia e tocchi di formaggio stagionato e crostacei e verdure crude di ogni genere; calici dargento
riempiti allorlo di vino dolce; e poi, cacciagione farcita, mammelle di scrofa e lingue di bue. Tutta
quellabbondanza gli dava quasi il voltastomaco, a dispetto della fame da lupo che gli mordeva la
pancia. Cibi stravaganti, che erano stati per lui la normalit da bambino, quando suo padre era lidolo
della Quinta legione, rispettato e temuto in egual misura dagli infidi membri del Senato. Ogni portata
del banchetto, quindi, gli ricordava epoche pi felici di una vita alla quale non avrebbe mai pi potuto
tornare. Distolse velocemente lo sguardo prima che i borborigmi allo stomaco si facessero
insopportabili e si volt verso Buccone.
Viene da chiedersi per quale motivo stiano portando tutto questo cibo, riflett Buccone,
grattandosi un gomito. Prima ci fanno allenare otto ore al giorno con una dieta a base di pane stantio e
pappone di orzo, e adesso decidono di offrirci un pasto come si deve. Scosse la testa di fronte
allillogicit della cosa.
Ci trattano bene oggi perch si aspettano che moriamo domani. Ai Romani piace che i
condannati muoiano a pancia piena, brontol in risposta Pavone. Poi scosse la testa. Ad ogni modo,
non mi hai ancora detto quale ruolo avrai ai giochi.
Ricordando di non aver ancora svelato la notizia allamico, Buccone si rianim. Si diede
qualche pacca sullenorme pancia e stese le labbra in una smorfia tra lallegro e lavvilito. Hai davanti
a te il pagliaccio ufficiale dei giochi. Il doctor pensa che io abbia una dote naturale per far ridere la
gente.
Di fronte allespressione disorientata dellamico, Buccone continu. Oh, non  poi cos male,
sai? Dovr mettere su qualche scenetta leggera e divertente per il pubblico tra un combattimento e
laltro. Meglio..., aggiunse, dandosi un colpetto sul lato del naso. Almeno non finir fatto a pezzi da
qualche mostro di Siriano domani.
Pavone lo fiss. Sei un ottimista da mezzo bicchiere pieno, mi sembra di capire?.
Buccone infil i pollici nel cordino del subligaculum e sollev il mento con aria tronfia verso la
folla. Fa parte del gioco, amico mio. Quando nasci per strada, non vale la pena piangere la vita che ti 
toccata. Devi solo andare avanti, non trovi? In ogni caso, io non farei a cambio con un nobile come te
nemmeno per tutto il Falerno della Campania. Tutti quei complotti e il doversi sempre guardare alle
spalle. Da quello che ho capito, voi rampolli di buona famiglia prima diventate molto ricchi e poi finite
in esilio, condannati a un ludus o, peggio, ammazzati in qualche vicolo buio di Roma da una squadra di
pretoriani. No, grazie, preferisco la vita semplice.
Molto nobile da parte tua, Buccone. Magari vorresti affrontare personalmente Denter e con il
premio saldare il debito che hai con Carbone, Gurges o con qualsiasi altro disgraziato con cui sembra tu
ti sia indebitato?.
Buccone tacque.
No, prosegu Pavone. Penso proprio di no.
Sospirando, il giovane scandagli il Foro in cerca di Gurges. Individu il lanista in compagnia
degli altri dignitari sulla scala marmorea dellauditorium sul retro della piazza. Alcuni servi
gironzolavano tra loro offrendo vassoi di fichi, olive, datteri e altri spuntini. Poco discosto da un
gruppetto, Gurges parlottava con un uomo alto e bruno, con zigomi spigolosi e pelle perfettamente
rasata e liscia.
Chi  quel belloccio con Gurges?, chiese Buccone.
Pallade, mormor Pavone con voce cupa, infastidito nel riconoscerlo.  il segretario
imperiale, ma per me rimane luomo che ha condannato mio padre a morte nellarena.
La folla si acquiet. Pavone e Buccone si voltarono mentre un uomo tarchiato si avvicinava ai
grandi tavoli e saliva su una piattaforma di legno posta ad hoc nella piazza. Luomo si schiar la voce.
O santi numi, lannunciatore, borbott Buccone. Spero proprio che questo vecchio pazzo
non si metta a blaterare allinfinito come i suoi colleghi di Ostia.
Pavone lo squadr torvo perch tacesse. Uomini e donne del pubblico tesero le orecchie e sul
Foro cal il silenzio.
Il nostro augusto imperatore Claudio  orgoglioso di annunciare uno spettacolo unico per il
popolo di Paestum, dichiar luomo con voce roca che super il mare di pubblico ed echeggi nelle
strade circostanti.
Pavone inizi a sudare freddo quando si rese conto che la sua vittoria su Britomaris non aveva
fatto altro che consolidare ulteriormente la posizione di fiducia di Pallade allinterno dellentourage
imperiale. Claudio aveva indubbiamente mantenuto il titolo di imperatore, riflett cupamente, ma il
vero potere si trovava nelle mani di Pallade e del suo assistente Murena. La mia solita fortuna, concluse
amaramente, ho reso i miei nemici gli uomini pi potenti di Roma.
Lannunciatore riprese a parlare. Domani la nostra arena ospiter un intero giorno di
spettacolari ludi gladiatori, il cui sponsor  limperatore, rappresentato dal suo segretario particolare,
Marco Antonio Pallade. Pavone guard di nuovo il liberto che salutava la folla, richiamando applausi.
Al suo fianco laltro liberto, Murena, gli bisbigliava qualcosa allorecchio. Pallade ghign.
Di mattina assisteremo alle condanne a morte!.
Il pubblico applaud mentre lannunciatore indicava una fila di condannati schierati alla destra
dei gladiatori, incatenati mani e piedi. Non un barlume di speranza sulle facce scarne e barbute. Un
paio di loro fissava con sguardo famelico gli schiavi che continuavano a imbandire i tavoli con altri
vassoi di cibo.
Nel pomeriggio, invece, avremo venti combattimenti a coppia, url lannunciatore, seguito da
un altro coro di acclamazioni da parte del pubblico. Lattrazione principale presenter due leggende
dellarena. A quel punto, luomo indic Pavone, facendo cenno a lui e al doctor di staccarsi dalla fila
dei gladiatori. In primis, vi presento lo sfidante. Figlio di un legato traditore nonch il gladiatore che
ha sconfitto il flagello di Roma, Britomaris... Marco Valerio Pavone.
Il pubblico esplose in un boato di applausi fragorosi accompagnando Calamo e Pavone verso il
centro della piazza. Il giovane gladiatore sal sulla piattaforma di legno con il doctor al suo fianco, in
qualit di suo allenatore. Le acclamazioni crebbero. Gli uomini urlavano per celebrare il loro nuovo
eroe; le donne si facevano largo sgomitando verso le prime file per ammirarlo meglio. Sulle prime
Pavone rimase sopraffatto dalla scena, poi torn ossessionante lansia per ci che laspettava.
Nonostante gli sforzi per cercare di padroneggiare le tecniche di combattimento del reziario, si sentiva
comunque molto pi a suo agio con una spada in mano. Non si era mai cimentato in un vero
combattimento con le nuove armi e la morsa della paura si faceva sentire molto pi forte di quando si
era preparato per affrontare Britomaris. In quelloccasione, le strategie elaborate per lui dalloptio
Macrone lo avevano tranquillizzato. Al ricordo, sent una fitta di dispiacere allo stomaco e desider
avere il soldato al suo fianco anche per il combattimento contro Denter. Nonostante le numerose
divergenze, Pavone e Macrone avevano scoperto di condividere una profonda conoscenza e abilit
nelluso della spada, nonch un comune odio nei confronti della burocrazia e contro ogni sorta di lotta
che deteriorava Roma dal suo interno.
Un gruppo di turbolenti perdigiorno ubriachi fuori da una taverna intonarono: Uncini per
Pavone!, sollevando in alto i boccali di vino. Uncini per Pavone! Oh, ti trascineranno fuori con un
uncino da macellaio!.
Gente simpatica!, disse il giovane.
Bullastri di Pompei, replic Calamo. Li ho gi visti varie volte nellarena di laggi.
Sostenitori di Denter. Naturalmente se ne fregano di vedere il combattimento: vengono, si ubriacano e
fanno a botte con i locali. Non dargli importanza.
Pavone torn a guardare i gladiatori. La faccia ammaccata di Amadoco era irrigidita in
unespressione rabbiosa per ladulazione concessa al pi giovane guerriero. Distolse di nuovo lo
sguardo quando lannunciatore fece un ampio gesto rotatorio con un braccio davanti a s per chiamare
il silenzio del pubblico.
E chi affronter domani Pavone...?, inton, alzando ulteriormente la voce per essere udito
oltre il baccano dei bulli pompeiani. Lasci linterrogativo in sospeso sulle sue labbra, quel tanto che
bastava a caricare il pubblico di aspettativa, e poi riprese: Vincitore di quarantanove incontri
nellarena, conquistatore di Felice limpavido, distruttore di Niger il trace. Vi offro lorgoglio di
Pompei. Decimo... Cominio... Denter!.
Nel settore occidentale il pubblico si dischiuse; Pavone si concentr su una figura che usciva
dalla marea umana e per la prima volta vide Denter. Oh cazzo, mormor sottovoce. Un solo sguardo
allavversario conferm definitivamente le parole di Carbone: Denter si era allenato al massimo.
Nonostante il fisico slanciato, aveva i muscoli delle braccia e delle spalle perfettamente definiti e un
busto scolpito. Pavone non laveva mai visto combattere ma, a giudicare dalla forma fisica, suppose
che dovesse essere assai agile sulla sabbia.
Lo osserv scagliare in aria una mano chiusa a pugno e avvicinarsi alla piattaforma, salutato da
un coro di buu e fischi interrotto solo dai ruggiti dei suoi sostenitori turbolenti. Denter si ferm, si volt
per affrontare la folla, si agguant con una mano gli attributi virili e se li strizz in un gesto osceno. Di
fronte a quella provocazione, il pubblico gli rivers addosso una valanga di ingiurie e volgarit. Un
secondo uomo fece avanzare Denter attraverso la folla inferocita. Pavone suppose che si trattasse
dellallenatore dellavversario; allung il collo nel tentativo di vedere meglio, ma la vista era coperta
dalle braccia stese della gente che tentava di artigliare Denter. Luomo fece affrettare il gladiatore verso
la piattaforma proprio mentre lumore del pubblico stava prendendo una piega pericolosa. Con un
ultimo balzo, Denter raggiunse la postazione, con gran disappunto dellannunciatore.
Sal sulla piattaforma incitato dai fischi di supporto dei pompeiani. Da cos vicino aveva un
aspetto ancor pi minaccioso. Pavone si sent squadrare da occhi venati di follia, infossati in una faccia
ricoperta di barba. I tatuaggi di Denter partivano dal collo e scendevano sugli avambracci. Respirando
pesantemente dalle narici, il veterano gli si accost fin quando le punte dei nasi non si toccarono. A
quel punto abbass appena il mento e fiss il giovane dritto negli occhi. Lalito gli puzzava di vino
dolciastro. Dietro di lui, Pavone scorse uno dei bulli che scriveva uno slogan offensivo sulla facciata di
una taverna.
Quindi tu sei il grande Marco Valerio Pavone, farfugli Denter. Non si direbbe. Sfoder un
ghigno. Del resto, il tuo vecchio Tito era un codardo di merda.
Era un rispettato legato, rispose orgoglioso Pavone. Non era un codardo.
Denter contorse la faccia in unespressione di disgusto. Era un bastardo spilorcio! Non ci ha
mai lasciati saccheggiare niente! Io mi ero arruolato in quelle fottute legioni solo per prendermi bottini,
ammazzare Galli e violentare qualche puttana e invece  arrivato Tito con le sue chiacchiere sullonore
e il dovere. Puah! Ma tutte quelle chiacchiere non gli hanno permesso di salvarsi!.
 stato assassinato, ribatt Pavone astioso. Da Ermete. Nellarena.
Me ne infischio, anche se  stato Giove in persona ad ammazzarlo, tuon Denter. Avrei solo
voluto squartare io quel vecchio scemo borioso.  stato lui a cacciarmi dalle legioni, a calci, e a
costringermi a questa carriera, vivendo in mezzo a schiavi e feccia per tutti questi anni. Avrei tanto
voluto vederlo morire. Quando limperatore mi ha chiesto di macellare il figlio, sono stato ben felice di
accettare. Preparati a raggiungere il tuo vecchio senza fegato nelloltretomba.
Pavone distolse di nuovo lo sguardo e finalmente ebbe una chiara visuale dellallenatore. Un
uomo muscoloso, dai capelli neri con uno scintillio dacciaio negli occhi, vestito con una semplice
tunica e un mantello rosso tenuto da mostrine. Avvert un improvviso flusso bollente di rabbia
schizzargli nelle vene. Denter intanto aveva iniziato a mostrare i muscoli al pubblico.
Non ci credo, riboll Pavone. Non pu essere lui. Non  possibile!.
Guardami, misero pezzo di merda!, gli disse Denter.
Per Pavone, per, Denter era semplicemente diventato invisibile. Aveva solo occhi per il suo
allenatore ai piedi della piattaforma e sottovoce ne mormorava il nome: Macrone....
...
.
...
Capitolo otto.
...
.
...
Alla vista del soldato, Pavone sent un brivido freddo lungo la schiena. La faccia delloptio si
vel dun tratto di unespressione contrita. Poi Macrone scosse la testa in maniera decisa e con sguardo
serio fece un cenno al giovane. Non si erano pi incontrati da quel fatidico pomeriggio nel Foro di
Cesare: rivedendolo, Pavone si sent pungere da un misto di sorpresa e dubbio. Ricord velocemente il
loro primo incontro nel ludus. Macrone, un neodecorato optio con ambizioni al centurionato, era stato
inviato a Paestum per allenarlo per un combattimento contro Britomaris. A dispetto del suo iniziale
rifiuto a collaborare, Pavone aveva poi preso in simpatia lapproccio testardo ma onesto delloptio e il
suo ammirevole attaccamento al dovere. Allindomani della vittoria, per, Macrone era sparito,
lasciandolo in balia di Pallade e Murena, e adesso rispuntava, rivelandosi un bugiardo opportunista, ben
felice di dare esecuzione ai sinistri piani del segretario imperiale e del suo disonesto assistente.
Che stai facendo qui?, gli sibil Pavone.
E non si vede forse?. Macrone inclin la testa verso Denter. Alleno questo veterano del
mestiere.
Sei un traditore!, esplose Pavone in preda alla furia. Mi sono fidato di te per sconfiggere
Britomaris e adesso tu mi cospiri contro?.
Macrone fu sul punto di protestare, ma fu interrotto da un tafferuglio scoppiato allimprovviso
in mezzo alla folla tra la banda di bulli pompeiani e i sostenitori locali di Pavone, allesterno della
taverna. Si vide volare un boccale contro la calca e si ud un rumore di terracotta in frantumi.
Lannunciatore riprese velocemente la presentazione, sforzandosi di farsi sentire al di sopra del
fracasso. I pompeiani iniziarono una scazzottata con alcuni individui tra il pubblico; i compagni
urlavano e sbraitavano. Pallade, fortemente agitato, faceva segnali allo sparuto gruppetto di uomini dei
vigiles che intervenne prontamente, sedando la rissa e portando via i pompeiani.
Il doctor si incammin davanti alla fila di gladiatori e batt le mani. Bene, signorine.  ora di
mangiare.
Senza aspettare unaltra parola, gli uomini si lanciarono immediatamente verso le panche, ma
Calamo sollev una mano in segno di arresto. Bofonchiando, i gladiatori si fermarono e Calamo riprese
a parlare: Adesso ricordate ci che vi ho detto: non riempitevi la pancia fino a scoppiare; mangiate
moderatamente. Non voglio vedere nessuno di voi che si caga addosso dalla paura una volta dentro
larena. Lanci poi unocchiata di disprezzo ai criminali condannati. Lasciate che siano quei miseri
bastardi a scoppiare.  la loro ultima notte prima di precipitare nel regno dei morti. Voialtri, invece,
potreste anche uscire dallarena vivi. Alcuni, almeno. Nel pronunciare queste ultime parole, Calamo
guard Pavone e scoppi a ridere.
Pavone prese posto sulla panca ancora con laria sconvolta. I condannati si raggrupparono
docilmente attorno a una tavola separata, il mento chino mentre raccoglievano il cibo dal piatto in un
macabro silenzio. Gran parte della folla rimase a guardare i gladiatori consumare quello che per alcuni
sarebbe stato lultimo pasto. Altri, invece, si interessarono alla merce in vendita nelle botteghe o se ne
andarono per discutere del programma dei giochi dellindomani davanti a un boccale di vino a buon
mercato in una delle taverne della zona. Buccone si sedette pesantemente accanto a Pavone e senza
troppo entusiasmo inizi a piluccare un vassoio di prelibati pasticcini. Il suo appetito, solitamente
vorace, laveva proprio abbandonato, constat definitivamente Pavone. Buccone gli fece scivolare
davanti un vassoio di crostacei.
Faresti meglio a mangiare qualcosa, lo implor. Non vorrai mica affrontare Denter a
stomaco vuoto.
Non ho fame, rispose Pavone secco.
Allora siamo in due, mormor Buccone guardandosi i piedi.
Che hai, romano?, disse una voce gutturale a qualche posto di distanza da l. Pavone si sporse
in avanti e vide Amadoco che ingurgitava una ciotola di salsicce, lasciando cadere davanti a s piccoli
bocconi di carne. Il trace fece un cenno con la testa in direzione di Macrone. Arrabbiato perch il tuo
amico si  trovato un altro amante?.
Pavone non rispose. Dentro di s era profondamente mortificato di aver scoperto che Macrone
aveva allenato Denter. Tent di sviscerare i possibili motivi che avrebbero potuto spingere loptio ad
accettare di segnare il destino di una persona che era stata trattata ingiustamente dal palazzo imperiale.
Nelle settimane che avevano trascorso insieme in allenamento, Macrone si era detto scioccato per la
sventura che aveva colpito il giovane figlio del legato della Quinta legione. Inoltre, agli occhi di
Pavone, il fatto che Macrone avesse servito nella Seconda, indossando la stessa uniforme e
combattendo gli stessi nemici di suo padre, rendeva il tradimento delloptio ancor pi difficile da
digerire. Dentro di s promise agli di di fargliela pagare.
Al tavolo accanto delle improvvise urla furibonde strapparono il giovane da quel momento di
astrazione: si volt e vide Denter spintonare a terra Orode e sedersi al suo posto come se niente fosse.
Gli altri gladiatori seduti allo stesso tavolo lo fissarono in silenzio.
Che ti sei messo in testa di fare?, gli sbrait contro Orode una volta rialzatosi da terra.
Per tutta risposta, Denter agguant una manata di crostacei e se li infil voracemente in bocca.
Ci bevve sopra un rumoroso sorso di vino chiudendo con un rutto mostruoso. Stavi al mio posto,
persiano.
La rabbia mozz il respiro di Orode. Si piant alle spalle di Denter e attese che questo si
muovesse. Il veterano, dal canto suo, continuava ad ammucchiare altro cibo nel piatto e a tracannare
vino. Orode gli fissava impassibile la nuca. Denter svuot un ennesimo boccale di vino e lo sbatt sul
tavolo. A quel punto, Orode afferr fulmineo il boccale, lo sollev in alto sopra la testa come fosse un
trofeo e lo riabbass violentemente, spaccandolo sul cranio di Denter. Il rumore di ceramica fracassata
squarci laria. Denter si immobilizz, poi sulle sue labbra si form un ghigno selvaggio, mentre il vino
si miscelava al sangue che aveva iniziato a colar gi dalla ferita alla testa, inzuppandogli la barba.
Denter si lecc via lintruglio dal labbro inferiore. Poi si alz lentamente dalla panca e si volt verso
Orode. Il persiano deglut terrorizzato. Sgran gli occhi quando comprese che colpire Denter era stato
un terribile errore.
In un improvviso scatto di rabbia, Denter gli si scagli contro e lo agguant al collo. Gli altri
gladiatori osservarono scioccati il gladiatore che piegava la testa del persiano su un lato e gli azzannava
un orecchio. Orode lanci un urlo di dolore. Denter continu a maciullargli lorecchio per qualche
secondo e poi stratton via la testa con un grugnito furioso. Il persiano strill come un ratto gettato
nellacqua bollente quando lorecchio gli fu strappato dalla testa. Il sangue schizz a fiotti sui vassoi di
cibo sul tavolo. Denter sput dalla bocca un boccone di pelle e cartilagine, sbrodolandosi di sangue, ed
esplose in un ruggito che fece rabbrividire Pavone.
Carbone diceva bene, allora, bisbigli Buccone. Denter  proprio matto.
Due guardie accorsero verso il veterano, che nel vederli stir le labbra in un ghigno selvaggio.
Quando le guardie gli si avventarono addosso, gli altri gladiatori si fecero da parte. Il veterano si
accucci fulmineo dietro al tavolo abbandonato, puntellando le mani contro il bordo inferiore. Un
istante dopo scatt in piedi trascinandoselo dietro e inclinandolo su un lato, poi, mollando
allimprovviso la presa, lo fece ribaltare addosso ai due avversari. Boccali, piatti e vassoi si
schiantarono a terra con un gran fracasso. Vedendo larrivo del tavolo, le due guardie tentarono,
invano, di schivarlo. Il tonfo del legno contro il pavimento fu accompagnato dallinconfondibile
scricchiolio di ossa. Dalla parte opposta del Foro sopraggiunse unaltra guardia, che attacc Denter
roteando violentemente la spada davanti alla faccia e ferendolo alla schiena. Lanciando un urlo di
dolore, Denter tent di premersi una mano sul taglio mentre sopraggiungevano altre sei guardie che,
superati con un balzo i compagni atterrati, lo circondarono. Il veterano scagli provocatoriamente pi
volte un pugno verso il cielo aizzando i bulli che venivano portati via dalla piazza e poi spar,
risucchiato in un gorgo di armature e spade. Dopo un breve tafferuglio, le guardie riuscirono a
bloccarlo a terra.
Ecco fatto!, ringhi Gurges, la faccia corrugata dalla rabbia. Il banchetto  finito!. Punt un
dito ossuto contro il petto della guardia pi vicina e gli ordin: Raggruppate i gladiatori e riportateli
immediatamente al ludus. I condannati devono rientrare in cella per la notte.
Le guardie scattarono in azione, strattonando i gladiatori e disponendoli in una fila irregolare.
Buccone si alline incespicando mentre Pavone spiava Gurges che ritornava dal segretario imperiale e
dal suo assistente, la testa abbassata e le mani umilmente giunte davanti a s. Anche se troppo distante
per udirne le parole, il tono di voce faceva intuire che il lanista era nel pieno di una degradante arringa
di scuse. I due liberti lo fissavano con aria assolutamente indifferente. Pavone not anche che Murena
si era allontanato silenziosamente da Pallade per cercare Macrone.
Una guardia agguant Pavone per un braccio e lo spinton nella fila alle spalle di Buccone.
Unultima occhiata avvilita al ricco banchetto lasciato sui tavoli, e poi le guardie diedero lordine ai
gladiatori di mettersi in cammino per uscire dalla piazza e rientrare nel ludus.
Macrone osserv Pavone e gli altri marciare fuori del Foro. La folla, nel frattempo, indugiava,
incuriosita dallimprovvisa esplosione di violenza. Loptio guard Denter bloccato a terra dalle guardie.
Un paio di inservienti aiutarono Orode a rimettersi in piedi e Gurges ordin loro di accompagnarlo
nellinfermeria del suo ludus. Macrone individu lorecchio mozzato del persiano a terra in mezzo a
una confusione di olive, pezzi di pane e frammenti di boccali di terracotta. Risollev lo sguardo e vide
Murena che attraversava cauto quel campo di battaglia facendo attenzione a dove appoggiava i piedi.
Per le fiamme del Tartaro, ma cos successo?, lo assal subito con voce roca il liberto, gli
occhi sottili e penetranti come le zanne di un lupo. Avevamo un accordo, optio. Dovevi tenere Denter
sobrio fino al combattimento con Pavone.
E avrei anche mantenuto la parola se tu non lavessi voluto invitare al banchetto, gli ringhi
di rimando Macrone, fissandolo in cagnesco. Ho fatto la guardia a quel matto per sei settimane, ma
non posso certo stargli dietro ogni istante del giorno. Mi sono voltato per un solo istante e quando mi
sono girato dei tipi gli avevano gi offerto da bere alla taverna. Se avessimo potuto risparmiarci tutta
questa pomposa cerimonia, Denter adesso se ne sarebbe stato tranquillo tranquillo sotto le coperte,
sobrio come a un funerale di Stato.
Murena gli lanci unocchiata fulminante. Io non vengo a insegnare a te come fare il tuo
lavoro, optio, per cui tu non dire a me come fare il mio.
Era solo per dire, biascic Macrone con una scrollata di spalle.
Due guardie rimisero in piedi Denter. Luomo aveva gli occhi vitrei e gonfi. Dalle labbra molli
gli colava un filo di bava sul petto; farfugliava parole incomprensibile su Tito. Macrone e Murena
osservarono le guardie portarlo via dalla piazza. Macrone fece uno sbadiglio, dicendo: E cos si 
sputtanato ogni possibilit di vittoria, disse.
Non necessariamente, rispose Murena.
Che intendi?, lo incalz beffardo Macrone. Non lo vedi che  totalmente andato? Non
riuscir certo a recuperare per domani. E poi guarda quella..., aggiunse, indicando la ferita
procuratagli dalla guardia, un sanguinolento taglio a forma di falce lungo tutta la schiena. Nel corso
degli anni, Macrone ne aveva viste parecchie di ferite, nella Seconda legione, e aveva capito
immediatamente che quella di Denter non era poi cos poi profonda e pericolosa. Per questo nelle
legioni preferivano attaccare di punta invece che di taglio, ricord a se stesso. Il che, per, non
significava che Denter non avrebbe avuto bisogno di cure e di riposo.
Quellidiota sar fin troppo fortunato se riuscir a tenere dritta la spada in mano, sentenzi
Macrone.
Murena scoppi a ridere; una risata astuta, la stessa che Macrone aveva udito poco dopo che
Pavone aveva sconfitto Britomaris, quando aveva scoperto il complotto ordito dal liberto per
avvelenare il giovane gladiatore. A quel pensiero si sent rizzare i peli della nuca.
Non preoccuparti,  tutto sistemato, optio.
Cosavete fatto?, gli sibil Macrone, reprimendo limpulso di rompergli losso del collo.
Ricordo che a Roma ti dissi che non avremmo ripetuto lo stesso errore una seconda volta, o
sbaglio?, lo rimbrott Murena. Fece un cenno a Gurges che gli rispose annuendo e guadagnando
rapidamente la lettiga in attesa. Diciamo che Denter non sar lunico ad avere difficolt nellarena,
domani.
Macrone si accigli. Fa un po tu; ma fossi in te, non sarei troppo sicuro che Pavone domani
perder.
Murena lo fiss brusco. E perch?.
Quelli laggi, tanto per cominciare, rispose Macrone, indirizzando un pollice verso i bulli
pompeiani. Le poche guardie stavano avendo difficolt a tenerli a bada: alla banda se ne erano aggiunti
molti altri e lumore si era fatto apertamente ostile. Ne stanno arrivando altri. Da quello che so io, da
Pompei i tifosi si muovono sempre in gran numero.
Murena li guard accennando un sorriso. Non penso che una scazzottata tra tifosi di gladiatori
avversari possa essere motivo di preoccupazione, optio.
Non  di loro che dovresti preoccuparti, infatti, ribatt Macrone, incrociando le braccia sul
petto e indicando con un cenno della testa verso il tavolo capovolto. Il pubblico adora Pavone e non
accetter assolutamente di vedere il suo eroe fatto a pezzi, n che un branco di svitati di Pompei vada in
giro a farsene vanto. Se pensi che oggi lumore sia pessimo, aspetta di vedere come sar domani.
...
.
...
Capitolo nove.
...
.
...
Il boato della folla riecheggi per tutta larena, facendola vibrare fin nelle fondamenta.
Nessuna piet per Mesonio!, gridavano gli spettatori allunisono. Ammazza il mirmillone!.
Lanfiteatro vibr ancora in risposta allennesimo grido degli spettatori assetati di sangue.
Pavone sent sopraggiungere la nausea. Laria nel tunnel di accesso allarena era appesantita dal puzzo
di sudore e vomito. Urla isteriche arrivavano dallinfermeria temporanea in cui il chirurgo greco del
ludus stava medicando alcuni gladiatori. Essendo levento principale del programma, lincontro tra
Pavone e Denter sarebbe stato lultimo della giornata, a chiusura dei ludi. Per tutto il pomeriggio il
giovane non aveva sentito altro che il clangore di spade, il ruggito della folla e i gemiti degli uomini
operati da Acheo. Pi si avvicinava allincontro, pi il tempo sembrava allungarsi, logorandogli i nervi
oltre ogni limite di sopportazione.
Cerc di regolare il respiro e si concentr sul compito che laspettava. Guard Calamo in attesa
del segnale di entrare nellarena. Rivolgendogli la schiena, il doctor seguiva lazione dei combattimenti
che si stavano svolgendo oltre il cancello in fondo al tunnel. Luscita era presidiata da due guardie, le
mani appoggiate sullimpugnatura della spada; altre sei erano posizionate a intervalli regolari lungo
tutta la galleria. Avevano vigilato sui guerrieri per tutto il giorno. E a buona ragione, pens Pavone:
nellistante precedente allentrata nellarena per affrontare la morte, Roma metteva in mano ai
gladiatori una spada vera e affilata.
La folla si quiet. Nella galleria risuon la voce dellannunciatore che presentava le nuove
coppie di gladiatori. Quando ud chiamare il suo nome, Pavone si sent raggelare dal terrore.
 ora, gli fece Calamo.
I peli sulla nuca gli si rizzarono quando dallarmeria arrivarono correndo due inservienti. Uno
dei due portava le armi di Pavone, la rete buttata sulle spalle e il tridente e il pugio stretti uno per mano.
Il secondo, invece, portava le chiavi dellarmeria e un paio di grossi boccali di terracotta. Pavone
afferr le armi che gli porgevano, depose la rete a terra accanto ai piedi, assicur il pugio alla cintura e
soppes il tridente per valutarne lequilibrio.
Calamo si volt dal cancello e osserv, divertito, lespressione tesa del giovane. Su con il
morale, ragazzo. La maggior parte delle reclute muore alla prima uscita, tu sei stato fin troppo bravo ad
arrivare fin qui.
Pavone serr le mascelle e si concentr sulla rete. Soffici fibre di lino avviticchiate in fili sottili
e successivamente attorcigliate in funi pi grosse ne costituivano il complesso intreccio. La forma era
circolare e abbastanza ampia da intrappolare, una volta lanciata, un uomo anche di grossa corporatura;
la maglia era molto stretta, per rendere pi difficile al catturato di liberarsene. Lungo tutto il bordo
erano attaccati dei pesetti di piombo per facilitarne il lancio. Pur sentendosi insopportabilmente nudo
senza lelmo o lo scudo, Pavone si consol: quantomeno, non era appesantito dallingombro di tutto
quellequipaggiamento. Oltre al tridente e al pugio, indossava maniche protettive al braccio e alla
gamba sinistri, unimbottitura metallica sulla spalla destra per una maggior protezione del braccio di
lancio della rete, e una specie di placca metallica come schermo per la testa, in caso Denter avesse
tentato di attaccarlo alla giugulare.
Stava finendo di annodare al polso sinistro un laccio angolare della rete quando un inserviente
gli spinse un boccale di terracotta davanti alla faccia. Pavone abbass gli occhi sul recipiente e si sent
investire da unondata di nausea. Il boccale era pieno fino allorlo di un liquido grumoso del colore del
carbone, su cui galleggiavano minuscole scaglie grigie. Lodore pungente gli chiuse le narici. Respinse
indietro la nausea che gli risaliva in gola.
Per gli di!, sbrait impressionato. Che robaccia schifosa  mai questa?
Un beverone precombattimento standard, gentilmente offerto da Acheo, rispose Calamo in
vece dellinserviente. Contiene un ingrediente segreto che ti aiuta a mantenere i nervi saldi nellarena.
Buttalo gi, avanti.
Pavone continu a fissare il boccale. Non ci penso nemmeno.
Calamo si volt brusco verso di lui. Piccolo pezzo di merda, disse con voce ruvida e tagliente
come una lama. Sei ancora convinto di fare eccezione alle regole che valgono per tutti, eh? Dammi
questo coso tu!, disse, strappando violentemente il boccale dalla mano dellinserviente, e facendo
schizzare qualche goccia di liquido oltre il bordo e sulle sue dita.
Bevi!, incalz.
Pavone arricci il naso. Solo a guardarla quella roba gli dava il voltastomaco. Grazie, ma
preferisco passare.
Bevi.  un ordine!, insistette Calamo. Pavone si sent salivare la bocca. Il doctor afferr il
tridente e gli sbatt in mano il boccale. Il giovane fece un profondo respiro, chiuse gli occhi e si vers
la mistura in bocca. Inghiott nervosamente. Sent lo stomaco contorcersi per i conati di vomito. Il
liquido prese a scivolargli gi in gola, lasciandogli in bocca una patina di sapore acre. Si chin in
avanti, appoggi le mani al muro e toss per resistere allimpulso di rigurgitare tutto. Il muro vibrava
per i movimenti della folla di sopra. Sputando fuori grumi del beverone, Pavone sentiva risuonare nelle
orecchie la risata del doctor. Si pul la bocca e si rimise in posizione eretta, fissando Calamo con
disprezzo. Sentiva il liquido sciabordargli nelle viscere.
Come va?, gli chiese, ghignando, il doctor. Ti senti meglio?
Peggio, ringhi Pavone. Cosa diamine c dentro questa roba?
Ceneri animali, radici carbonizzate e viscere di pesce, il tutto miscelato con acqua e aceto. Il
sapore della vittoria, non ti pare?, gli rispose Calamo, sorridendo a trentadue denti.
Gli inservienti si dileguarono. Le urla si quietarono. Pavone guard in fondo alla galleria in
cerca di una faccia amica. Buccone, per, era rientrato nel ludus subito dopo il suo comico
combattimento con un nano nella pausa del pranzo, assieme a tutti i gladiatori che avevano vinto i
combattimenti della mattina. Nonostante la presenza del doctor e di una decina di altre persone, Pavone
si sentiva comunque molto solo.
Bene, gli fece Calamo, dandogli una pacca sulla spalla. Devi entrare.
Il doctor gli sbatt il tridente contro il busto, e Pavone lo afferr con la mano destra, stringendo
nella sinistra la rete avvoltolata. Alle spalle di Calamo si sent il cigolio del cancello che veniva aperto
sullarena invasa dalle urla della folla. Pavone si incammin, superando il doctor e puntando dritto
verso Denter, certo che Calamo non avrebbe versato una sola lacrima se lui fosse morto.
Usc nellarena, socchiudendo gli occhi contro laccecante luce del sole, le orecchie aggredite
dal baccano che arrivava da ogni direzione. Nellaria aleggiava un vago odore rancido di sangue;
macchie rosso scuro punteggiavano la scintillante sabbia bianca. Si ripar gli occhi. La delicata brezza
del giorno prima era sparita, in quel momento latmosfera allinterno dellarena era ferma e soffocante.
Sent gocce di sudore freddo rigargli la schiena. Il caldo era opprimente, quasi fosse entrato in un
gigantesco caldarium. In bocca aveva ancora il retrogusto salato del beverone di poco prima e avrebbe
dato qualsiasi cosa per un sorso dacqua.
Squillarono le buccine. Il boato della folla esplose con rinnovata intensit e Pavone avvert
nettamente il movimento di diecimila colli che si torcevano per guardarlo raggiungere il centro
dellarena. Lanfiteatro era stipato quasi al limite della capienza: stretti spalla contro spalla, gli
spettatori fremevano di eccitazione e aspettativa. Il giovane scandagli con gli occhi la cavea. Il circo
di Paestum era dotato di quattro livelli di gradinate, con un balteo spiovente ai piedi del livello pi
basso che fungeva da divisorio a protezione degli aristocratici contro la ferocia dei sanguinosi
combattimenti nellarena. Poco sopra il balteo cera il podio. Il posto riservato allimperatore era stato
lasciato libero come segno di gratitudine per lofferta dello spettacolo. Murena e Pallade occupavano i
due sedili ai lati del sedile imperiale vuoto. Gurges era riuscito a procurarsi un posto nella galleria
subito alle spalle dei liberti. Indossava la sua solita uniforme da cerimonia, una toga di lana bianco
sporco goffamente drappeggiata sul corpo magro. In alto, il velarium sbatteva debolmente per il vento
leggero, gettando una stretta striscia tremolante di ombra su un limitato settore della cavea. Gurges
aveva sicuramente lesinato sulla grandezza dei teloni, pens Pavone, che garantivano protezione solo al
gruppo privilegiato dei dignitari sul podio e ai pochi sedili circostanti, lasciando il resto degli spettatori
ad arrostire al sole.
Ehi, pescatore! Prendimi una sardina!, url una voce da un settore sopra la galleria di
accesso. Tra gli spettatori si propag una risata scrosciante. Pavone si volt per individuare il
responsabile. Un uomo grasso, con la faccia rosso fuoco per il sole e il boccale di vino che stringeva in
una mano. Luomo si alz in piedi e scosse un pugno verso il giovane. Denter si manger le tue
budella per cena!.
Pavone riconobbe nelluomo uno dei bulli di Pompei del giorno procedente, e trasalendo si rese
conto che tutto quel settore era interamente occupato da tifosi di Denter. Erano diventati talmente
numerosi da riempire quasi un quarto della cavea dellanfiteatro; sebbene comunque in minoranza, non
avevano perso tempo, seminando zizzania tra i sostenitori rivali, assalendoli con cori su presunte
tendenze sessuali delle donne di Paestum. Nelle ultime file altri pompeiani ubriachi scattarono in piedi,
alzandosi le toghe e mostrando il villoso deretano a Pavone.
Nel frattempo larbiter attendeva in mezzo allarena, battendo impaziente un piede sulla sabbia.
Stringendo i denti, Pavone tent di astrarsi da tutto il resto. Nella sua mente apparve, enorme,
unimmagine di Ermete a ricordargli per quale motivo fosse l. Si incammin verso larbiter con
rinnovato vigore, determinato a trionfare su Denter.
Un boato di fischi da tre quarti della cavea annunci lentrata dellavversario. Denter irruppe
nellarena quasi lanciato in corsa verso Pavone e larbiter. I suoi sostenitori esplosero in un ruggito di
acclamazioni. Pavone si concentr sul veterano che gli si avvicinava. Denter abbass leggermente lo
scudo e il giovane si sent gelare il sangue nelle vene vedendo una specie di maglia di ferro a
protezione del busto dellavversario. Un rumorio dalla cavea indic che anche gli spettatori erano
rimasti stupiti. Pavone aveva assistito a molti combattimenti nellanfiteatro Statilio Tauro di Roma, ma
mai aveva visto un gladiatore combattere con una pesante protezione di quel tipo. Innervosito, sollev
gli occhi verso il podio. Pallade e Murena si scambiarono sguardi dintesa. Gurges sorrise compiaciuto.
Tuttattorno i dignitari si agitavano sulle sedie di fronte a quella spudorata manipolazione a favore di
Denter.
Greci schifosi, mormor Pavone sottovoce. Mi hanno imbrogliato.
Con un movimento del bastone, larbiter segnal linizio del combattimento.
I due guerrieri rimasero immobili per qualche istante. Denter sembrava del tutto a proprio agio
con il peso dellarmatura addosso. Oltre alla maglia di ferro, portava maniche e gambali metallici
imbottiti, la testa completamente racchiusa allinterno di un elmo a calotta liscia e senza appigli, con
due minuscoli fori che permettevano una visuale limitata dellarena. Laspetto generale era spaventoso.
I due uomini respiravano a fatica nellafa soffocante. Pavone grondava gi di sudore e non aveva
ancora lanciato il primo attacco. Il sangue gli pulsava nelle tempie.
Larbiter si tolse velocemente di mezzo mentre Denter prendeva liniziativa, sollevando lo
scudo rettangolare allaltezza del petto e avanzando verso Pavone. Sul rivestimento di pelle di vitello
dello scudo era stato dipinto il simbolo della dea Fortuna. Una distanza poco pi lunga di un giavellotto
separava i due gladiatori. Pavone tenne lavversario a bada, brandendo il tridente stretto sotto lascella
e con lasta appoggiata sulla parte inferiore dellavambraccio rovesciato. Avrebbe preferito una presa a
due mani per poter imprimere pi forza a ogni attacco, ma la rete nella mano sinistra lo obbligava a
combattere con una mano sola. Tenne i rebbi al livello della cintola, il che gli avrebbe permesso di
attaccare, in rapida successione, prima il busto e poi le gambe dellavversario. Continu pazientemente
a girare in circolo con lantagonista. Incitato dai sostenitori pompeiani ad attaccare, Denter ringhi
furioso e con un grugnito bestiale caric contro Pavone, spostando il peso del corpo sul piede destro e
inclinando la punta della corta spada verso il petto scoperto del giovane.
Questi balz allindietro per sottrarsi allattacco e scart a sinistra, girandosi fulmineo verso il
fianco di Denter e affondando il tridente contro linguine scoperto. Allultimo istante, per, il veterano
si rovesci bruscamente accorgendosi delle punte che stavano per trafiggerlo. Esplose in un ruggito e
devi il tridente con un violento movimento circolare dello scudo. Quando larma schizz inoffensiva
verso il cielo, Pavone sent il gomito che si inceppava. Il movimento, rinforzato dallo slancio e dal peso
del tridente, lo trascin in avanti e fu costretto a saltellare, ritrovandosi allimprovviso a portata della
spada di Denter. Con un pulito e agile colpo di polso il veterano spinse la spada in alto, sbattendogli
limpugnatura contro la tempia. Un sibilo assordante esplose in testa a Pavone e la vista si riemp di
accecanti lampi di luce bianca.
Denter ripart subito allattacco. Il giovane barcoll allindietro, perdendo sangue dalle labbra,
le gambe barcollanti e la vista offuscata da chiazze colorate fluttuanti. Tent di guadagnare distanza
dallavversario quanto pi velocemente possibile, sollevato di non avere addosso lingombro di una
pesante armatura come quella di Denter. Per ogni passo che faceva laltro, Pavone arretrava di due.
Continu a retrocedere rapidamente e in soli quattro passi riusc a sottrarsi alla portata della spada.
Denter si ferm a recuperare fiato per un nuovo assalto, mentre Pavone si preparava a spostarglisi sul
fianco.
Ma che....
Pavone si immobilizz terrorizzato. Abbass gli occhi, accorgendosi di perdere sensibilit alle
gambe, come se una lama lavesse mozzato in due alla cintola. Sulle prime vacill sul posto,
puntellandosi con il tridente per rimanere in piedi. Le labbra gli formicolavano; le guance si
intorpidirono. Le macchie alla vista si intensificarono. Prese lentamente coscienza di una graduale
perdita di sensibilit in ogni parte del corpo. Cadde disperatamente in ginocchio nello stupore generale.
Larbiter gli lanci unocchiata interrogativa. Tenendosi aggrappato al tridente con tutte le forze,
Pavone tent di comunicare il malessere allarbiter perch interrompesse il combattimento, ma era
come se gli avessero stretto un cappio invisibile attorno al collo, come se il respiro gli rimanesse
intrappolato in gola, e quando tent di parlare, dalle labbra fredde usc solo un verso roco.
Sullarena cal una coltre di gelida inquietudine. Gi innervosita dal caldo implacabile, la folla
perse definitivamente ogni controllo vedendo che il suo eroe era spacciato. Pavone cadde faccia avanti,
nelle orecchie i sommessi mormorii di malcontento che si stavano diffondendo come un incendio tra i
livelli superiori della cavea. Ormai allo stremo, sollev gli occhi e vide Denter caricargli contro, la
spada abbassata sul fianco con la punta che tracciava una linea continua sulla sabbia.
Il veterano torse la testa verso il podio in attesa del segnale per il colpo di grazia al rivale
sconfitto. Pavone, con la vista totalmente offuscata, non riusciva a vedere Pallade e Murena. Anche il
pubblico gli appariva come una macchia sbavata di colori, gli spettatori sul podio una fila di
macchioline bianche. La gente implorava che Pavone fosse risparmiato. I bulli pompeiani, invece,
urlavano che venisse messo a morte.
 ora di morire, disse Denter, la voce smorzata dallelmo di metallo. I piccoli fori neri degli
occhi fissavano spietati Pavone. Ti taglio la testa, come Ermete ha fatto con tuo padre.
Vattene negli inferi, sussurr Pavone.
Denter sollev la spada sopra la testa brandendola con entrambe le mani. Poi sembr esitare.
Pavone sollev lo sguardo, chiedendosi per quale motivo Pallade non avesse ancora dato il segnale.
Qualcosa sulle gradinate aveva catturato lattenzione di Denter e dellarbiter. Pavone gir gli occhi
nella stessa direzione e rimase sbalordito nel vedere gli spettatori che si azzuffavano. Pompeiani e
locali si stavano prendendo a pugni, lanciandosi addosso boccali e bicchieri. Un giovinastro bruno si
stacc dun tratto dallanziano con cui stava lottando e lo scaravent su un lato della gradinata. Luomo
rovin addosso alle mogli dei dignitari, che scoppiarono a urlare a squarciagola terrorizzate. Altri
pompeiani iniziarono ad arrampicarsi sulle sezioni adiacenti occupate da altri tifosi locali di Pavone,
scagliandoglisi addosso a pugni tesi. Qualche guardia cerc di intervenire ma fu scaraventata via dalla
zuffa. Ben presto la violenza si propag in tutta larena. La vista di Pavone, intanto, sembrava
lentamente riprendere. Vide Pallade schizzare in piedi, le labbra serrate facendo segnali allarbiter.
Per gli di!, sbrait luomo, infilandosi tra Pavone e il furente Denter. Il combattimento 
rinviato! Ordine dello sponsor. Rientrate!. Larbiter si ripar dalla pioggia di oggetti che presero a
volare addosso ai gladiatori, fracassandosi a terra. Svelti!.
...
.
...
Capitolo dieci.
...
.
...
Mentre gli inservienti lo trascinavano via verso il tunnel, Pavone vide la violenza che si stava
scatenando tra il pubblico. Larbiter spinse Denter verso luscita opposta mentre orde di spettatori
abbandonavano le tribune in una corsa disperata, lasciando i cuscini che avevano portato da casa per
maggior comodit. Si lanciarono in una fuga disordinata verso i vomitoria per mettersi in salvo in
strada, scaraventando a terra chiunque si trovassero davanti. La fuga, per, venne bloccata sulle
scalinate da gruppetti di guardie che, in preda al panico per quellimprovvisa massa di gente che aveva
preso a finirgli addosso, iniziarono a sferrare colpi alla cieca. Gli inservienti scaricarono Pavone
allimboccatura del tunnel e lui si rese conto, terrorizzato, che sarebbe stata solo questione di tempo
prima che le guardie fossero sopraffatte dalla marea inarrestabile della folla.
Allimprovviso, dal soffitto ad archi venne gi un cumulo di polvere e calcinacci che soffoc il
giovane. Toss violentemente, gli occhi gonfi di lacrime, risputando fuori una boccata di polvere
bollente e accasciandosi contro il muro. Mani e piedi presero a formicolare con il ritorno lento della
sensibilit.
Dura piacere a quella gente, eh?, disse una voce rauca. Il pubblico.
Pavone scorse una figura che gli si avvicinava dal fondo buio del tunnel. Si ferm e gli si
accucci accanto. Quando i suoi occhi si abituarono alloscurit Pavone vide i tratti segnati di Macrone
che lo guardava.
Che stai facendo qui?, chiese Pavone debolmente. Aveva la sensazione che la gola gli si fosse
ristretta fino allo spessore di una pagliuzza e faticava enormemente a tirar fuori ogni singola parola.
Ordine di quei due maledetti liberti, rispose loptio, indicando con un pollice le gradinate.
Suppongo che ti abbiano chiesto anche di allenare Denter, ribatt Pavone in tono acido.
Esatto, proprio cos. Macrone si alz in piedi e ascolt accigliato le urla dei pompeiani che
arrivavano dalla cavea. Incastrarti nel combattimento con quel folle alcolizzato  stata una loro
brillante idea e sono venuti fin quaggi solo per celebrare la tua morte.
Lo immaginavo!, sbott Pavone infuriato. Per questo mi hanno fatto allenare da reziario per
poi mandarmi ad affrontare una leggenda dellarena armata di tutto punto. Non ce lavrei mai fatta.
Se pu esserti di qualche consolazione, sappi che anche il pubblico  infuriato quanto te.  per
questo che sono scoppiati i disordini, lass. Pallade  stato costretto a interrompere il combattimento.
Se la violenza si propaga nelle strade, avr le mani macchiate di sangue. E anche quelle dellimperatore
lo saranno, visto che  lui lo sponsor dei giochi. Macrone sospir quando dalla galleria superiore
precipit gi uno spettatore, schiantandosi nellarena. Gli inservienti accorsero immediatamente per
soccorrere la vittima insanguinata. Ti dico una cosa, borbott loptio. Se quei due, come si dice in
giro, sono veramente i migliori consiglieri di Claudio, allora siamo tutti nella merda.
Il commento di Macrone strapp un mezzo sorriso a Pavone, ma quando loptio si volt, lo
represse prima che laltro potesse vederlo, riassumendo unespressione seria, e disse: Pallade e
Murena sono delle serpi, ma non sono tanto pi marci della met dei funzionari di Roma. Se ne fregano
del popolo, guardano solo ai propri interessi. Poi indur lo sguardo. E tu invece, optio? Tu cosa ci
avresti guadagnato se Denter avesse vinto oggi?.
Macrone fiss sorpreso Pavone per qualche istante, poi serr le labbra. Non avevo scelta,
amico. Pallade e Murena mi hanno costretto a fare il loro sporco gioco. Hanno minacciato di buttarmi
gi dalla rupe Tarpea, se mi fossi rifiutato. Macrone scosse lentamente la testa. Tutti i loro intrighi
mi fanno girare la testa.
Le cose sono sempre uguali, allora, a Roma. Pavone distolse lo sguardo da Macrone. Hai
cospirato contro di me.
Stronzate, amico!, ribatt loptio in tono seccato. Non sono io il tuo nemico qui. Sono quei
Greci burocrati.
Pavone si volt di nuovo verso Macrone che ricambi lo sguardo.
Non sei lunico a cui la cerchia dellimperatore abbia cagato in testa. Macrone sfreg il
pugno destro sul palmo della mano sinistra. Mi sono meritato una medaglia per aver ucciso un branco
di Germani e cosa mi ritrovo in cambio? Non donne e oro, ma solo un ringraziamento ambiguo da un
leccaculo imperiale e lincarico di battere taverne e postriboli di Pompei per tenere fuori dai guai un
vecchio gladiatore ubriacone.
Mi sembra la tua missione ideale, ribatt Pavone in tono di scherno.
Una vera rottura di coglioni, pi che altro. La verit  che sono felicissimo di essermene
andato da Pompei.  sicuramente una piacevole cittadina, ma non  adatta a un soldato. Non succede n
succeder mai nulla in quel posto. E non mi andava proprio gi lidea di aiutare quelle due serpi
imperiali a tramare contro un ragazzo a posto.
Pavone guard Macrone inclinando la testa con aria interrogativa. Ti riferisci a me?.
Macrone annu. Sembra proprio che tu sia la spina nel fianco dellimperatore, ragazzo. Ma sai
una cosa? Finch la gente continuer a inneggiare al tuo nome, Claudio e i suoi liberti non potranno
metterti un solo dito addosso.
Pavone serr le labbra. Pallade e Murena tengono limperatore in pugno, disse con voce
sommessa. Fanno quello che vogliono. Di questi tempi nessuno  intoccabile a Roma, optio. Guarda
come hanno trattato te, un eroe neodecorato dellimpero.
Non me lo dire!. Macrone spost gli occhi sulla rete e sul tridente che gli inservienti avevano
appoggiato a terra accanto a Pavone. Ma ti sbagli su una cosa: Pallade e Murena hanno bisogno del
sostegno del popolo, testuali parole di Murena. Senza il popolo, il regno di Claudio non durer a
lungo.
Pavone continu a fissarlo. E quindi?
Ascoltali. Macrone rote gli occhi e scatt la testa verso larena. Il rumore dei disordini era
svanito, soffocato dal ritmico ripetere del nome di Pavone. Non sono completamente scemi, riescono
a capire il gioco sporco che hanno fatto con te e non vogliono vedere Roma che umilia i suoi eroi.
Macrone evit di incrociare lo sguardo del giovane. Non pubblicamente, almeno. Il tuo vecchio era
stato accusato di tradimento. Con te  diverso. Il popolo  dalla tua parte.
Pavone lo fiss, perplesso. Loptio non aveva tutti i torti, doveva ammetterlo. Avere il controllo
del popolo era uno strumento molto pi potente di qualsiasi albero genealogico o titolo ufficiale. A
iniziare da Cesare, tutti gli imperatori avevano preso labitudine di organizzare ludi gladiatori proprio
per conquistarsi il sostegno del popolo, e adesso lo stesso giochetto si stava ritorcendo contro Pallade e
Murena. Al giovane gladiatore sfugg un sorriso ripensando ai due liberti che pativano il caldo sul
podio. Sent di poter muovere di nuovo le gambe, anche se a fatica.
Va l fuori e vinci, lo incit Macrone.
Vincere?, ripet Pavone in tono sarcastico. Ma se riesco a malapena a stare in piedi!.
Macrone si schiar la voce e fece una smorfia afflitta. Ti hanno fatto bere qualcosa, gli
confess. Me lha detto Murena poco prima di ordinarmi di scendere quaggi. Ha corrotto Gurges e
Acheo e sostituito alla solita bevanda una pozione per rallentarti nei movimenti. Leffetto dura circa
unora, almeno cos mi hanno detto. Tra poco passer.
Al ricordo di quella bevanda schifosa che il doctor laveva costretto a buttar gi, Pavone ebbe
un picco di rabbia. Sono senza vergogna, quei due Greci... bastardi.
Che vadano a farsi fottere. Scatt Macrone. Se non esci e non aggiusti a dovere quel Denter,
saremo tutti nei guai. Le guardie stanno tenendo a bada il pubblico, ma sono in pochi e non potranno
resistere ancora a lungo. Se scoppiano disordini per le strade, si rischia la sommossa generale.
Ripensando alla situazione in cui si era ritrovato, Pavone grugn di rabbia a denti stretti. Per
cui o trionfo su Denter, salvando la pelle ai due che hanno ordinato la morte di mio padre e cospirato
contro di me, o perdo e mi porto dietro anche loro, al prezzo di molte vite e la rovina di unintera citt.
Macrone annu. Le cose stanno allincirca cos, ragazzo. Loptio serr le labbra e fece un
sorriso affettato. Aveva pensato di rivelare a Pavone che Pallade aveva minacciato di far uccidere
entrambi, se non fossero riusciti a sedare gli animi popolari sempre pi burrascosi. Era rimasto ad
ascoltare Murena, sbalordito per come velocemente e drasticamente gli umori potessero cambiare. Due
mesi dopo essere stato decorato da eroe, si era trovato di fronte al rischio di essere crocifisso sulla via
Appia. Ma si morse la lingua, Pavone ne aveva gi fin troppa di carne al fuoco, non aveva senso
buttargli addosso altri pensieri. E inoltre, Macrone voleva che il giovane affrontasse Denter con
rinnovata fermezza, non con lo stomaco strozzato dalla morsa dellansia.
Pavone fiss a terra, riflettendo. Non ho molta scelta, vedo.
Non c mai scelta, lo so per esperienza, rispose loptio amaramente.
Agli inferi Roma, borbott Pavone in tono cupo. Quando tutto questo sar finito, se in
qualche modo riesco a sopravvivere, lascio la citt e vado il pi lontano possibile dal suo spirito
oscuro. Il giovane raddrizz il collo. Al confine con la Partia, probabilmente.
Ah, vai pure!, rispose sarcastico Macrone. Ho sentito dire che  un vero cesso di posto. Gli
diede una pacca calorosa sulla spalla, cercando di reprimere il senso di terrore che gli contorceva le
budella allidea di finire crocifisso. Bene, per ora non puoi fare altro che darci dentro e finire il lavoro.
Andiamo ragazzo. In piedi.
Pavone guard larena. Gli inservienti si affaccendavano rapidi per rimuovere i frantumi di
bicchieri e boccali lanciati dalle gradinate. Non sono sicuro di poter battere Denter, disse il giovane.
Quelluomo non conosce paura.
Stronzate, ribatt Macrone, guardando larena e ridacchiando. Denter non  niente in
confronto a te,  solo uno spaccone. Si volt verso Pavone con un misterioso luccichio negli occhi.
Sai come ha fatto a vincere tutti quei combattimenti?.
Pavone scroll le spalle. Perch ci sa fare con la spada?
Perch aveva gi vinto ancor prima di uscire nellarena.
Pavone ricambi lo sguardo con aria interrogativa. In che senso?
Intimidisce gli avversari. Ricordi tutta quella scena truculenta del dente staccato al banchetto?
 una tattica di terrore. I Germani che vivono lungo le rive del Reno fanno la stessa cosa. Non sai
quante storie circolano nei campi di marcia tra i legionari a tavola. E poi, quando arriva il momento di
affrontarli in battaglia, c sempre qualcuno che si arrende addirittura prima che venga scagliata la
prima freccia. Denter sta solo cercando di spaventarti, ragazzo.
Pavone scroll le spalle. Voleva credere a Macrone, ma lo scoraggiante record dellavversario
lo lasciava comunque dubbioso.
Loptio incalz, alzando la voce per maggiore persuasione. Pensaci solo un attimo. Pallade e
Murena vestono Denter dalla testa ai piedi con larmatura. Hanno paura di te, Pavone. E sai perch?.
Il giovane scosse la testa. Macrone gonfi il petto orgoglioso. Perch tu sei in grado di batterlo. Io lo
so, ho visto di cosa sei capace.
Macrone rimase sorpreso dal tono compassionevole della sua voce. In fondo era un soldato
vecchio stile, non avvezzo a manifestazioni di simpatia. Aveva vissuto una vita molto dura negli
avamposti ai confini dellimpero tenendo a bada la orde barbariche, e non sapeva neanche dove fosse di
casa la delicatezza. Ma in quel momento era mosso a compassione per Pavone. Appio, il figlio, era
stato rapito; il padre, Tito, era stato ucciso; Pavone stesso, un tempo rispettato tribuno militare nella
Sesta legione, adesso era condannato alloltraggio di un ludus. Per come la vedeva Macrone, il ragazzo
ne aveva passate parecchie e non meritava di cadere per mano di una feccia come Denter.
Con una spada potrei avere qualche possibilit, ammise Pavone. Ma con questa roba...?.
Indic il tridente e la rete, sospirando stanco e la voce strozzata dallincertezza.
Buffo che tu lo dica. Macrone si inginocchi accanto alla rete e strofin un pollice sulla punta
di uno dei pesetti di piombo per testarne lasprezza. Poi si volt con un sorriso smagliante. Stavo
proprio pensando alle tue armi. E ho un piano....
Denter stava gi facendo una tracotante sfilata lungo il perimetro dellarena quando Pavone
riapparve dal tunnel accolto da un boato. Gli inservienti avevano fatto pulizia e Denter lo aspettava al
centro, mostrando il pugno a un settore del pubblico nel tentativo di caricarsi ulteriormente. Pavone
alz lo sguardo verso la cavea. Le uscite erano presidiate da guardie con aria minacciosa, pronte a
saltare addosso a qualsiasi attaccabrighe avesse tentato di far scatenare di nuovo la violenza. I
sostenitori di Denter e i tifosi locali si stringevano le facce insanguinate. Gli inservienti trascinavano
corpi molli di uomini verso i vomitoria. Lordine torn quando lannunciatore comunic il ritorno dei
gladiatori nellarena. Pavone deglut e si incammin a fatica verso lavversario: si sentiva ancora
indebolito per il beverone drogato. Sugli occhi aveva una specie di spesso velo di nebbia.
Si ferm a breve distanza da Denter, lo guard e per lennesima volta pens alla vendetta che
aveva promesso di prendersi su Ermete.
Sei tornato per prenderne altre, eh?, gli ringhi il veterano da sotto lelmo. Ah! il pubblico
non ti salver stavolta, rammollito pezzo di merda.
Larbiter diede il segnale di inizio.
Pavone tese i muscoli mentre Denter si scagliava verso di lui, ringhiando sotto lelmo.
Mettendosi in azione, Pavone sollev il tridente verso il busto scoperto dellavversario, puntando i
rebbi verso il subligaculum. I suoi movimenti, per, erano ancora rallentati e pesanti e il tridente
sembrava quasi ingestibile. Con un colpo di scudo Denter lo abbatt fulmineo. Pavone sent una morsa
alla gola quando i denti dellarma si piantarono nella sabbia. Denter sbatt violentemente lo scudo a
terra, intrappolando il tridente con la bordatura di ferro. Invano Pavone tent di liberarlo a strattoni.
Lanciando un ruggito, Denter sollev la spada in alto e labbatt contro larma, spaccandone in due
lasta e separando testa e denti di ferro dal manico di legno.
Pavone lasci la presa del tridente spezzato e arretr dal centro dellarena. Denter risollev lo
scudo e part allinseguimento. Subodorando limminente sconfitta del giovane avversario, il veterano
sembrava un cane idrofobo. Pavone avvertiva il respiro accelerato dallesaltazione sotto lelmo.
Fermati e combatti, misero pezzo di merda!, gli ringhi Denter. La vittoria  mia!.
Pavone continu a indietreggiare ancora di qualche passo. I locali tra il pubblico fischiarono per
distrarre Denter che stringeva su Pavone. Alcuni spettatori si alzarono dai sedili di pietra e sventolarono
striscioline di stoffa bianca in direzione dei tifosi rivali di Pompei. Pavone avvertiva il fermento tra la
folla. Denter part alla carica, incitato dalle urla dei pompeiani e incoraggiato dal fatto che lavversario
aveva perso la sua arma principale. Gett via lo scudo e part in affondo con la spada contro il petto
scoperto di Pavone. Il giovane gladiatore scatt goffamente a sinistra nel disperato tentativo di schivare
lattacco. Fu per troppo lento e Denter lo centr alla spalla sinistra, infilzandogli larticolazione con la
punta della spada. Dal pubblico si levarono delle urla. I pompeiani ruggirono di entusiasmo. Pavone
sent un dolore bruciante esplodergli nei muscoli della spalla. Denter diede una violenta torsione alla
spada, tranciando tendini e cartilagine e scatenandogli unaltra insopportabile scarica di dolore. Pavone
sent il formicolio della nausea in gola e strinse forte i denti quando lavversario strapp via la spada
dalla sua carne. Un fiotto di sangue insozz la sabbia di rosso.
Rinserrando i denti, il giovane resistette allimpulso di premersi una mano sulla ferita. Tra gli
applausi dei sostenitori, Denter si prepar ad abbattere lantagonista con un altro attacco. Pavone
boccheggiava; tent di concentrarsi sul consiglio che Macrone gli aveva dato nel tunnel, ignorando il
boato del pubblico, il dolore e gli sguardi di Pallade e Murena dal podio.
Raccogliendo la rete nella tremante mano destra, ne afferr unestremit con la sinistra e la
stese come un allenatore che si prepara a infliggere un castigo con lo scudiscio. Raggrupp insieme i
pesetti del bordo per formare una specie di fune dentata e poi inizi con il polso a rotearla,
accumulando slancio nella punta. Denter si ferm, la spada penzolante di fronte a s, la punta
grondante di sangue. Dun tratto Pavone scatt con il polso in avanti e sferz violentemente contro
lavversario. La rete vol ad arco, abbassandosi al di sotto della cintola e, con i numerosi denti di
piombo, lacer la possente coscia destra di Denter. Il giovane stratton poi via la rete e quando i denti
strapparono brandelli di carne, da sotto lelmo sent esplodere un urlo. Il veterano barcoll indietro,
mollando la presa sulla spada e cercando di mantenersi in equilibrio. Dalla ferita sgorg, copioso,
sangue rosso scintillante.
Ritirata lestremit dentata della rete con uno scatto del braccio destro ormai dolorante, Pavone
fece un altro lancio sul lato opposto, infilzando lavversario nellaltra gamba e strappandogli un nuovo
urlo di dolore quando stratton via la rete, tirandosi dietro altri brandelli di carne. Denter cadde in
ginocchio sulla sabbia, le gambe ricoperte di sangue. Incitato dal boato del pubblico, Pavone scagli la
rete sulla testa del veterano, avviluppandolo stretto cos da bloccargli le braccia. Poi la lasci. Denter
tent di rotolare verso la spada abbandonata a terra, ma il giovane schizz veloce sullarma e la
raccolse fulmineo, scatenando un altro boato di acclamazioni nel pubblico. I pompeiani, per contro,
erano piombati in un silenzio tombale. Fissavano imbarazzati il loro eroe sconfitto, scuotendo mesti la
testa.
Pavone diede a Denter un calcio alla schiena, spingendolo faccia a terra. Poi alz lo sguardo sul
podio. Il segretario imperiale e il suo assistente sembravano estremamente sollevati. Pallade si lisci
una piega della toga e quando mostr il pollice verso, la folla esplose. Nelle gallerie sopra i liberti,
Gurges fissava Denter terrorizzato. Si alz di scatto, sfrecciando verso luscita pi vicina, sgomitando
per farsi largo tra le guardie.
Pavone liber Denter dalla rete per permettergli di inginocchiarsi e accettare il destino con
dignit. Denter, per, gli si scagli addosso con un balzo disperato e il giovane lo abbatt con un colpo
di spada al braccio destro. La lama gli squarci il bicipite e, per il dolore, il veterano perse equilibrio e
rovin di nuovo a terra. Il pubblic lo fischi per protestare contro il suo comportamento scorretto.
Pavone gli si avvicin, torreggiando su di lui, la spada sollevata in alto sulla testa, pronto a calarla sulla
nuca dellavversario. I muscoli delle braccia si tesero. Guard gi e osserv Denter ormai sconfitto con
un misto di piet e disprezzo.
Figlio di uno schifoso traditore, gli ringhi Denter con voce velenosa. Figlio di un misero
vigliacco....
La spada precipit decisa trafiggendo la nuca. Il gladiatore ebbe un breve spasmo mentre la
lama penetrava nella spina dorsale, poi si immobilizz, e larbiter sollev il braccio ferito di Pavone in
segno di vittoria. Il pubblico proruppe in un boato di gioia.
Il sole era tramontato, e la citt di Paestum baluginava sotto il vellutato cielo notturno mentre
Macrone veniva scortato dalle guardie nellinfermeria provvisoria. Larena era ormai deserta, i tifosi si
erano riversati nelle taverne e nei postriboli per festeggiare la vittoria locale, alla faccia dei rivali
pompeiani. Tutto sommato la citt si era mantenuta abbastanza tranquilla, pens Macrone, felice di
essersi risparmiato una sommossa popolare. A suo modo di vedere, una cosa erano i barbari assetati di
sangue romano, tuttaltra i Romani insorti in ribellione. Lodore di morte saturava il corridoio che
conduceva in infermeria. Quasi odore di formaggio ammuffito, gli venne da pensare. Altro motivo per
cui si teneva lontano dagli ospedali di campo il pi possibile.
Trov Pavone steso su una stuoia di paglia, gli occhi fissi al soffitto, perso nei pensieri. La
spalla destra gli era stata medicata e fasciata da uninfermiera. Con grande sollievo di Macrone, di
quella lunga giornata di lavoro rimanevano solo ciotole dacqua insanguinata e vassoi di strumenti
usati. Vedendo entrare il soldato, Pavone si volt e gli sorrise debolmente resistendo al dolore pulsante
della ferita.
Alla fine  andata bene, no?, esord Macrone, cercando di apparire allegro, anche se le parole
gli uscirono stanche e piatte. Era sollevato di essersi evitato unorribile morte per mano del segretario
imperiale e del suo assistente. Gli incontri tra gladiatori sono molto pi pesanti da seguire quando sai
che la tua stessa vita dipende dal loro esito, pens.
Eh gi, rispose Pavone tra lallegro e il beffardo. Onestamente non so proprio perch mi
lamentavo tanto della vita da gladiatore. Basta evitare le sommosse e i saccheggi, salvare la pelle di due
ratti imperiali e contribuire a far liberare i familiari di un amico prima che vengano venduti come
schiavi. Ma a parte tutto questo, i combattimenti sono un gioco da ragazzi.
Be, ammetto che la situazione si era fatta un po drammatica l fuori, ragazzo, ma c un
aspetto positivo nella tua vittoria.
Pavone lo squadr con aria perplessa. Ah s? E quale sarebbe, secondo te?, gli chiese
glaciale. Forse che gli aristocratici di Paestum potranno dormire tranquilli stanotte nei propri letti,
sollevati che i loro concittadini non abbiano saccheggiato la citt? O magari dovrei gioire del fatto che
Pallade e Murena siano riusciti a evitare allimperatore lenorme imbarazzo di una possibile sommossa
nel corso di un evento di cui lui stesso  organizzatore e sponsor?.
Cera qualcosa nellespressione delloptio che intrigava Pavone. Macrone incroci le braccia al
petto e rispose: No, amico mio,  ben altro. Non sei pi un gladiatore della casa di Gurges.
Pavone sgran gli occhi e si sollev a sedere. Che stai dicendo?
Gurges aveva scommesso una fortuna sulla vittoria di Denter, disse Macrone, scuotendo la
testa e ghignando. Lha fatto con uno speculatore delle scommesse di nome Carbone e ha perso tutto.
 in bancarotta.  stato costretto a vendere tutti i suoi gladiatori per ripagare gli altri debitori.
Siano ringraziati gli di..., disse Pavone, chiudendo gli occhi. Non aveva trionfato invano,
dunque. Arricchito dalle vincite per la sconfitta di Denter, Carbone avrebbe sicuramente messo in
libert Clodia e i bambini. E con il ludus praticamente in smantellamento e un reale valore di rivendita
solo per i gladiatori promettenti, forse Buccone avrebbe anche potuto riunirsi alla sua famiglia,
dopotutto. Stava per sorridere quando lo colse un altro pensiero. Riapr gli occhi e fece un cenno con il
mento a Macrone. Ma se i gladiatori sono stati tutti venduti, a chi appartengo adesso?
A me, disse una voce scaltra alle loro spalle.
Macrone e Pavone si voltarono e videro Murena sulla soglia dellinfermeria. Pavone sent i
muscoli tendersi e prov a mantenersi seduto sulla stuoia per affrontare lassistente imperiale, ma la
ferita bruciava e si ridistese, trasalendo per il dolore.
Cosa stai dicendo?, chiese Macrone.
Murena incroci le mani dietro la schiena con un scintillio negli occhi. Gurges  stato costretto
a vendere le sue propriet al miglior offerente, vale a dire al palazzo imperiale. Le labbra sottili del
greco si stesero in un ghigno; i suoi occhi si spostavano rapidamente dalloptio incollerito al giovane
gladiatore atterrito. Sorridi, Pavone. Adesso fai parte della scuola gladiatoria di Capua.
Sulle prime Pavone rimase ammutolito.
Forse vi state chiedendo il perch.
Macrone e Pavone si scambiarono occhiate ansiose. Murena entr nellinfermeria e super
loptio, si avvicin a un tavolo e fece scivolare la mano su una serie di strumenti chirurgici insanguinati
disposti su un vassoio.
Molto semplice, prosegu. Oggi abbiamo assistito alla potenza del folla inferocita.
Fortunatamente, quella moltitudine rozza  troppo ottusa per prendere piena consapevolezza del suo
potere, altrimenti avrebbe potuto buttarci fuori dal palazzo e prendere il sopravvento. Murena raccolse
un paio di forcipi di bronzo e li osserv alla luce fioca di una lampada a olio. Nel paese da cui
provengo la chiameremmo democrazia.
Ma  uno schifo, comment Macrone.
Murena riappoggi delicatamente lo strumento sul vassoio. Per una volta, optio, sono
daccordo con te. Osserv gli elevatori per ossa, i cauteri e gli specoli sul tavolo, poi sospir e si volt
verso il gladiatore. La plebe ti venera, Pavone, e siccome noi abbiamo bisogno del supporto popolare
per rinsaldare il potere dellimperatore, la tua improvvisa celebrit, per quanto incresciosa, mi ha
comunque suggerito unidea.
Che idea?. Pavone si sent formare un improvviso groppo in gola e un formicolio alla base
della nuca.
Ogni cosa a suo tempo, rispose Murena, posando lo sguardo spietato su Macrone. Prima io e
loptio dobbiamo regolare un vecchio conto.
Era ora, dannazione, brontol Macrone. Chiudiamo subito la questione, ne ho mandate gi
fin troppe da te e da Pallade e inizio a sentire la mancanza del Reno.
Dovrai farci labitudine, ribatt Murena. Hai faccende pi urgenti a cui dedicarti, optio.
Macrone incroci le braccia e grugn: Vale a dire?
Vale a dire preparare i documenti per il tuo viaggio a Capua, replic Murena con malcelata
soddisfazione. Come forse hai gi sentito dire, il lanista imperiale ha fatto una fine spaventosa: le sue
guardie del corpo gli hanno spaccato la testa. Il prezzo che doveva pagare era diventato troppo grande
per le sue tasche. E noi abbiamo bisogno di qualcuno che amministri il ludus. Murena sollev una
mano in segno di alt davanti allespressione rabbuiata di Macrone. Lincarico non  passibile di
negoziazione, optio.  solo una nomina temporanea, finch non troviamo qualcun altro, diciamo, pi
accettabile del precedente lanista. Tra laltro, sembra che tu conosca bene il lavoro: sei riuscito a
guidare Pavone in ben due diversi tipi di combattimento.
Macrone si sent chiudere una morsa di rabbia sul collo, i muscoli dello stomaco contrarsi e la
mascella irrigidirsi. Era sul punto di scagliarsi addosso al liberto quando delle mani lo trattennero per i
bicipiti; Macrone si guard ai fianchi e vide due guardie che lo tenevano stretto e iniziavano a
trascinarlo verso luscita. Oppose resistenza. E che ne  stato della mia promozione?, tuon.
Revocata, spiacente. E anche il relativo premio. I disordini hanno causato troppi danni
allanfiteatro e le riparazioni costeranno parecchi soldi allimperatore. E di certo non sar bendisposto
nei tuoi confronti, optio. Considerati fortunato a esserti risparmiato un bel salto dalla rupe Tarpea.
Ma i disordini sono avvenuti per colpa vostra!. Macrone si sent esplodere le tempie,
sopraffatto dalla rabbia per gli intrighi del liberto. Io non centro nulla!.
Murena lo ignor e con un cenno sbrigativo della mano diede lordine alle guardie di portarlo
fuori dallinfermeria. Fece un profondo sospiro mentre ascoltava le ultime proteste di Macrone lungo il
corridoio.
Dunque, dove eravamo rimasti?, disse poi schioccando la lingua. Ah, s! Il nostro piano per
il tuo glorioso futuro nellarena.
Pavone guard le guardie portare via Macrone e poi si volt verso Murena. Piano?, ripet.
Pensavo mi voleste morto.
Il liberto lanci unocchiata di finto orrore a Pavone, quasi offeso dallinsinuazione che
quellidea potesse mai essergli passata per la testa. Poi incroci le mani in grembo. Il popolo ti ha
salvato, ragazzo. Un giudizio che nemmeno limperatore  in grado di sovvertire. Non dobbiamo fare
nulla che possa far infuriare il popolo in questo delicato periodo.
Ho chiuso con i combattimenti per Claudio, rispose Pavone. Non vedo perch dovrei
aiutarlo a mantenere la pace.
Murena si accigli. Ecco cosa accadr: tu prenderai il marchio della scuola imperiale, un
marchio che ti contrassegner come propriet personale dellimperatore Claudio. Sar un tacito segno
del tuo sostegno al suo potere e un rigetto dei principi incauti di Tito. Dovrai indossarlo con orgoglio.
Stai scherzando, spero!, balbett Pavone. Io non tradirei mai mio padre.
Oh, ma s che lo farai, ragazzo mio... se vuoi veramente affrontare Ermete.
Il liberto era sul punto di sfoderare un sorriso trionfante ma allultimo momento prefer
controllarsi e schiarirsi la gola. Nei suoi occhi si riflettevano le fiammelle danzanti della lampada.
Pavone lo fiss con il battito accelerato allidea di affrontare finalmente la sua nemesi.
Ermete?, pronunci ansioso.
Certo, lui. Murena si concesse un ghigno, a quel punto. Sembrava molto soddisfatto di s,
pens Pavone. Mi sembra di capire che sia tuo desiderio combattere contro luomo che ha ucciso tuo
padre, o forse mi sbaglio?
No, no!, rispose fin troppo precipitosamente Pavone. Non desidero altro che vedere Ermete
dissanguato. Abbass gli occhi a terra e cerc di deglutire il groppo in gola. Ma pensavo che Ermete
si fosse ritirato.
Il liberto sorrise di nuovo e ciondol la testa. Ermete ha chiesto di tornare a combattere e
limperatore gli ha concesso il suo consenso. Sembra quindi che il tuo desiderio verr esaudito, alla
fine....
...
.
...
FINE.